Il genio di Leonardo a Monte Carlo per la Sala delle Asse

Conferenza della Prof.ssa Maria Teresa Fiorio: “Oggi, nessuno come lui”. Radio Monte Carlo media partner

di Andrea Munari

Atmosfera intrisa di genialità, di creatività e di storia ad opera di personaggi fuori dal comune. Martedì 15 gennaio il Théâtre des Variétés del Principato ha accolto la prof.ssa Maria Teresa Fiorio, già co-curatrice della grande mostra dei capolavori vinciani durante l’Expo 2015 a Milano, che ha guidato il pubblico presente dentro il Castello Sforzesco di Milano fin nella celebre Sala delle Asse. Un’esperienza suggestiva e un viaggio nel tempo con Leonardo Da Vinci e con un capolavoro ritrovato.

L'evento a Monte Carlo è stato organizzato dalla Dante Alighieri Comitato di Monaco.

Una lettera del segretario ducale Gualtiero Bascapè del 21 aprile 1498 a Lodovico il Moro lega il nome di Leonardo alla Sala delle Asse - «…lunedì se desarmerà la camera grande da le asse [...]. Maestro Leonardo promette finirla per tuto Septembre». In tempi record, considerando gli standard del maestro. 

Su queste «asse», ha spiegato a Monte Carlo la professoressa Fiorio, gli studiosi si sono scervellati a lungo: dapprima si pensò che la grande sala, al piano terreno della torre quadrata del Castello, fosse foderata di legno, in seguito si ipotizzò che le «asse» fossero quelle dei ponteggi eretti da Leonardo per decorarla. La prima ipotesi è con ogni probabilità la più corretta: è risultato che nell’aprile 1473, al tempo di Galeazzo Maria, ci si accingeva a «far foderare d’asse la Camera della torre», che risultava presto «fodrata» nelle pareti e in seguito anche sulla volta. Per questa, che fu l’ultima committenza di Lodovico a Leonardo, il progetto del maestro prevedeva una pittura murale che l’avvolgesse per intero con decorazioni arboree, simulando sulla volta una finta pergola sorretta da tronchi d’albero, fra le cui fronde una corda dorata annodata nei celebri «nodi vinciani» sorreggeva cartigli celebrativi del Moro.

Oggi, grazie a un restauro di studio, si è potuto salvaguardare e mettere insieme i frammenti rimasti per arrivare a cogliere la grande idea leonardesca: la forza della natura, così incontenibile, e la pittura che avvolge lo spettatore, lo scenario naturalistico che dissolve le pareti e lo spettatore che si ritrova dentro la pittura.

La Sala delle Asse, per i 500 anni dalla morte del grande maestro del Rinascimento, è stata indicata come luogo protagonista per tutto il 2019 delle celebrazioni leonardesche.

(Foto copyright Andrea Cabiale)

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