Tina Turner: quando scappai dalle violenze di mio marito

In tempi di scandalo per le violenze del produttore Weinstein, Tina Turner fa sentire la sua voce. E racconta come sfuggì al marito violento

Le polemiche sul caso Weinstein, il celebre produttore di Hollywood accusato di giorno in giorno di molestie e violenze da parte di tante attrici, continuano a far discutere. Si scoprono nuovi casi, molte donne trovano il coraggio di parlare e anche Tina Turner ha ricordato la sua esperienza traumatica con un uomo violento. Che non era in questo caso Weinstein, ma suo marito Ike (con cui era in coppia anche artisticamente). Tina è stata infatti invitata come ospite dal programma televisivo britannico Jonathan Ross Show. Il programma andrà in onda il 28 ottobre, ma è già stata diffusa parte dell'intervista in cui Tina Turner  parla del momento in cui trovò il coraggio di fuggire da Ike, con il quale fu sposata dal 1962 al 1978.

«Me ne andai senza nulla. Fu molto difficile e pericoloso farlo perché Ike era una persona violenta e a quel tempo era drogato e molto insicuro. Non avevo soldi, non avevo un posto dove andare. Ma colsi quella possibilità. Uscii dalla porta mentre stava dormendo. Lasciai l’hotel uscendo dalla parte della cucina e mi diressi verso l’autostrada. Ricordo qualcosa, correvo in autostrada, un grande camion mi veniva incontro suonando e pensai che fosse finita...  Lui si è tenuto tutto. Diceva sempre, "quando si lascia, si va via come si è venuti". Era il momento di andarsene. Era sempre offensivo e violento. Non si controllava, non c’era libertà, era sempre uguale, sempre violento. Arrivi al punto che ne hai abbastanza e ti dici "non vale la pena vivere una vita in questa maniera". Se sono stata così tanto con lui è perché ho cercato di aiutarlo. Ho cercato di aiutarlo fin dall’inizio quando mi raccontò della sua vita e di quanto duro per lui fosse fare carriera. Gli promisi che non lo avrei mai lasciato e rimasi per tenere fede a quella promessa. Ma poi arrivò il punto in cui tutto andava veramente male, così me ne dovetti andare».

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