Michael Bublé si ritira

Addio alla musica per Michael Bublé: l'artista lascia le scene per dedicarsi alla famiglia. A novembre l'ultimo album, "Love"

Michael Bublé dice addio alla musica e alla carriera. L'annuncio che ha lasciato senza fiato i fan è stato pubblicato sull'inserto Weekend del quotidiano britannico del Daily Mail: «Lascio al top la mia carriera», ha dichiarato Bublé. Il 16 novembre uscirà "Love", che sarà l'ultimo album dell'artista, che può vantare ben 75 milioni di dischi venduti.

Il motivo dell'abbandono? La malattia del figlio Noah, che è stato colpito da un tumore a tre anni e solo dopo una lunga battaglia è riuscito a salvarsi. Quell'evento «ha cambiato la mia percezione della vita», ha ricordato Bublé. «In una situazione del genere vuoi soltanto morire. Non sapevo neanche se stessi respirando o meno... Per mia moglie era lo stesso e anche se tra i due ero il più forte, non ero forte».

Oltre a Noah, che adesso ha cinque anni, Michael Bublé e la moglie Luisana Lopilato hanno altri due figli: Elias, di due anni, e Vida, di due mesi.

Bublé ricorda lo shock della diagnosi: «In quel momento mi sono reso conto di quanto fossi stato stupido a preoccuparmi di cose che non erano importanti. Ero imbarazzato dal mio ego. Allora ho deciso che non avrei mai più letto il mio nome sulla stampa, mai più letto una recensione. Mai più usato i social media. E non l’ho più fatto».

Ad aiutare l'artista a superare la dolorosa situazione, il film "La vita è bella" di Roberto Benigni: «Il film era ambientato in un campo di concentramento e il personaggio di Benigni, Guido, e suo figlio riuscivano a sopportare quella situazione solo scherzando su tutto. Non so se è stata una scelta, ma è stato quello che ho fatto... Innanzitutto non ho mai nominato l’ospedale, perché lo chiamavo hotel del divertimento. E con le lenzuola pulite che ci davano ogni giorno, costruivo una tenda per Noah. È stato un esercizio difficile. E mi fa ancora male parlarne».

Michael Bublé ha spiegato anche perché ha voluto incidere un album che a questo punto sarà l'ultimo, "Love": «In primo luogo, sentivo un debito di gratitudine nei confronti di tutte le persone che hanno pregato per noi. Gesti che mi hanno dato fiducia nell’umanità. Poi, perché amo la musica... E tre, perché se il mondo sta per finire (e non parlo del mio inferno personale, ma del caos politico in Usa e della disgregazione dell’Europa) allora non c’è un momento migliore per fare musica».

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