21/07/2016

DIMAGGIO SEMPREINVIAGGIO le valige

Dove vanno i nostri bagagli dopo il checkin?

Le valige quando spariscono sul nastro trasportatore fanno un viaggio più lungo del nostro

Quando le nostre amate valige vengono messe sulla bilancia del checkin gli addetti appiccicano la striscia con il codice a barre e …bye bye…si inseriscono sul nastro trasportatore e prendono la prima botta perchè si rovesciano. Da lì in avanti che gli fanno alle nostre valige? La risposta in questo video dello Smithsonian Institute. Naturalmente è quello che succede in un aeroporto americano.

Le valige fanno un viaggetto di circa 7 km su nastri trasportatori, in vaschette di plastica, passano ai raggi X, ma c’è sempre un supervisore umano che controlla su video, almeno negli aeroporti più automatizzati. Poi le mettono sui carrelli che arrivano sotto l’aereo e le stivano. All’arrivo da capo: scendono mentre scendiamo noi e le portano sul nastro distributore assegnato al volo. Se arrivate negli Stati Uniti le valige vi precedono ma non perché i servizi aeroportuali siano più efficienti a New York! E’ perché si perdono una o due ore a fare la coda all’immigrazione e quando entrate su suolo americano le vostre valige hanno già smesso di girare e le hanno messe tutte in un angolo della sala arrivi.

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Maurizio DiMaggio

Maurizio DiMaggio

Più che un disc jockey mi sento un marinaio della Musica. Navigo da trent’anni anni sulle onde FM e per spirito di avventura mi spingo inevitabilmente verso nuovi orizzonti musicali. Sono nato nel mese di maggio ad Ivrea, ho iniziato nelle radio private del Piemonte per poi approdare nel 1988 a Monte Carlo, dove ho ormeggiato alla banchina Antoine I. Ho una grande passione per i viaggi, per il mare e per le barche, per i popoli del mondo e le loro culture. Nomade per natura, stanziale il meno possibile. Sono stato animatore su navi da crociera, DJ in mitiche discoteche della Costa Azzurra, presentatore di conventions e moderatore di convegni, creatore di testi pubblicitari, conduttore televisivo, realizzatore di documentari, e anche produttore discografico: insomma da buon marinaio so fare un po’ di tutto, perfino il giornalista specializzato in viaggi e in enogastronomia. In tutti questi campi sono un appassionato, non un esperto. L’Appassionato sa tutto di ciò che gli interessa e quando scopre cose nuove che gli piacciono se ne informa a fondo, manda avanti il cuore. L’Esperto sa tutto di tutto, conosce a fondo la materia, ce l'ha in testa.

Io rimango un appassionato.
A vita...

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