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Job Stations, telelavoro assistito per il collocamento mirato

Un centro a supporto dei lavoratori appartenenti alle categorie protette

Job Stations, telelavoro assistito per il collocamento mirato

Nella giornata internazionale dedicata alle persone con disabilità, parlare di questa iniziativa ci sembra quasi scontato.

Job Stations è una soluzione innovativa per la gestione del collocamento mirato ex legge 68/99, un centro di telelavoro assistito per lavoratori appartenenti alle categorie protette, per gestire in modo più efficace ed efficiente il tema del collocamento mirato dei lavoratori svantaggiati. E' un servizio a disposizione delle aziende e dei lavoratori.

E' nato nel 2012 e offre alle persone con invalidità psichica l’opportunità di essere reinserite nel mondo del lavoro in modo graduale. Accenture, società di consulenza globale, lo ha sviluppato insieme a Club Itaca e Fondazione Bertini, creando centri di telelavoro assistito con sedi a Milano e Roma. In poche parole un lavoro a distanza, possibile anche grazie alla tecnologia. «Il problema dell’accessibilità» spiega Francesco Baglioni, direttore di Club Itaca e coordinatore Job stations «in questi casi non è legato ad aspetti sensoriali, ma al doversi adattare a un sistema, che ha le sue regole e un proprio livello di stress e pressione. Il lavoro a distanza funziona perché i telelavoratori non si relazionano fisicamente con i loro colleghi, ma sono tutti i giorni in un’azienda, con spazi comuni, mense e ufficio. I compiti da svolgere sono chiari, c’è silenzio e le regole sono condivise da tutti. Lavorano, ma lo fanno in uno spazio protetto».

Nei Job stations si svolgono lavori di digitalizzazione dei documenti, rassegna stampa, contabili, amministrativi e informatici, che richiedono azioni ripetitive e poco discrezionali. L’impiego viene adattato alle esigenze della persona che, dopo un tirocinio formativo, è inserita al lavoro con un contratto a tempo determinato. Dall’anno di nascita del progetto, otto diverse realtà, tra cui Accenture, Humanitas e Unicredit, hanno assunto 28 telelavoratori e altri otto sono pronti ad entrare all’inizio del 2016. I centri sono a disposizione di tutte le aziende che desiderano adempiere a un obiettivo legislativo, aderendo a un progetto di responsabilità sociale d’impresa. «La nostra volontà è quella di condividere l’esperienza di Job stations» ha detto Paolo Galletti, direttore del personale di Accenture «coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende che desiderano contribuire alla crescita di questa iniziativa».

Job Stations con le aziende:

  • ascolta e definisce il bisogno dell'azienda rispetto al collocamento mirato;
  • supporta l'azienda nella definizione dell'attività telelavorabile;
  • segnala uno o più telelavoratori formati ed affidabili;
  • fornisce la postazione lavoro;
  • fornisce tutor esperti che si formano sulla mansione individuata e aiutano il telelavoratore a garantire il livello di produttività stabilito.

Job Station con il lavoratore:

  • seleziona accuratamente le risorse adatte per il lavoro a distanza;
  • le forma sulle mansioni richieste;
  • segue i lavoratori nello svolgimento della mansione con tutor lavorativi sempre presenti nel centro di telelavoro;
  • funziona da mediatore e facilitatore nei rapporti lavoratore azienda

Per saperne di più www.jobstations.it

Fonte: http://sociale.corriere.it/