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Norah Jones

Immaginatela intenta a suonare la chitarra: è così che Norah Jones si ripresenta ai suoi tantissimi ammiratori con il nuovo album “The Fall”. Perché la nuova fatica discografica (che Rmc vi ha fatto ascoltare in anteprima) segna un punto di svolta nella carriera della giovane artista che già con il solo disco d’esordio “Come Away With Me” ha venduto venti milioni di copie. Lo strumento principe del nuovo album non è più infatti il pianoforte, come era accaduto per le sue produzioni precedenti, ma la chitarra. E questo cambiamento si riflette anche nella scelta di un nuovo team di collaboratori: a cominciare dal produttore Jacquire King, che è stato al fianco di personaggi come Tom Wairts e Kings of Leon. E proseguendo con Ryan Adams e Will Sheff degli Okkerville River’s. Le nuove atmosfere sonore si riflettono anche nella scelta di musicisti come Joey Waronker (batterista, già con Beck e R.E.M.), James Poyser (tastierista di Erykah Badu e Al Green), Smokey Hormel (chitarrista per Johnny Cash e Joe Strummer) e soprattutto il grande Marc Ribot, già apprezzato chitarrista per Elvis Costello e Tom Waits. Norah diventa dunque più eclettica. Ma da questa ragazza dotata di grande talento c’era davvero da aspettarselo. La Jones è infatti appena ventenne quando entra nel circuito dei concerti jazz del Greenwich Village, a New York. Alle spalle, ha solo una specializzazione in tastiera jazz, un’infanzia senza padre (si tratta del noto musicista Ravi Shankar) ma scaldata dai dischi jazz della madre, e la voglia di fare musica. Norah fonda anche un suo gruppo con il bassista Lee Alexander, Jesse Harris (chitarrista e compositore di “Don’t Know Why”) e il batterista Danno Rieser. L’esordio è da fiaba (un produttore, Shell White della Emi, la ascolta e decide di darle una chance) e al tempo stesso folgorante: perché l’album che ne nasce è “Come Away With Me”, negli Usa album di diamante (dieci milioni di copie vendute), che le vale anche (nel 2003) cinque Grammy Award, e dei più prestigiosi: canzone dell'anno, album dell’anno, miglior artista esordiente, miglior album pop dell’anno, miglior registrazione dell’anno. Norah diventa così la terza artista nella storia a ottenere cinque riconoscimenti in un solo anno, dopo Lauryn Hill e Alicia Keys. Un successo capace di schiantare una giovane promessa. Ma non Norah, compositrice e artista di grande talento. Che infatti pubblica nel 2004 il suo secondo album “Feels Like Home”, arricchito dal duetto con Ray Charles “Here We Go Again”. Il disco vende tredici milioni di copie e le frutta tre Grammy Award l’anno successivo. Non stupisce dunque il favore incontrato dal terzo album della star, “Not Too Late” del 2007. Né stupisce il fatto che le capacità di Norah si rivelino anche in campo cinematografico: la giovane artista, che già si era provata in un piccolo ruolo nel film “Due settimane per innamorarsi”, del 2002, ottieneil ruolo di protagonista nella pellicola (presentata al Festival di Cannes del 2007) del geniale regista Wong Kar-Wai “Un bacio romantico”, accanto a Jude Law. Ora è la volta dell’album “The Fall”. Norah è tornata. Non ci resta che lasciarci di nuovo incantare da lei.
 

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