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Phil Collins: Going Back

Phil Collins: Going Back

Il nuovo album di Phil Collins, dedicato ai grandi classici Motown

scarica da dada E' nato il 30 gennaio 1951 il musicista, cantautore e batterista Phil Collins, celebre sia come solista che come membro dei Genesis. Per festeggiare i suoi brillanti 61 anni, niente di meglio che la videostory dell'artista e la presentazione del suo ultimo album, "Going back", in cui Collins racchiude le canzoni che ha più amato nel corso del tempo. «Non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che alla fine abbia deciso di fare un album con le mie canzoni preferite. Questi brani hanno costituito la colonna sonora dei miei anni giovanili» Phil Collins presenta così la sua ultima, eccezionale fatica discografica: “Going back”, il suo tributo ai grandi brani della musica soul e ai suoi intramontabili maestri. Basta scorrere la track list per sentire un brivido di piacere: nel disco ci sono infatti poderosi classici come “Girl (why you wanna make me blue)” dei Temptation, scritta da Holland-Doziers-Holland, “Blame it on the sun” e “Never dreamed you’d leave in summer” di Stevie Wonder, “In my lonely room” di Martha and The Vandellas, “Standing in the shadows of love” e “Something about you” dei Four Tops, solo per citare qualche titolo. L’album si chiude con una emozionante versione, ri-arrangiata da Collins, di “Going back” (Gerry Goffin/Carole King). E, se non bastassero i grandi nomi citati, ecco un nuovo motivo d’orgoglio artistico per Collins: perché, a suonare nel disco, sono leggende soul come i session-men della Motown The Funk Brothers: il bassista Bob Babbitt e i chitarristi Eddie Willis e Ray Monette. Un concerto straordinario «La mia idea è stata quella di non aggiungere nulla di nuovo a questi brani già favolosi, ma di cercare di ricreare il suono e le sensazioni che ho provato la prima volta che li ho ascoltati. La mia intenzione era quella di fare un vecchio album, non un nuovo album!» ha affermato un Collins raggiante «Essere riuscito ad avere tre dei rimanenti Funk Brothers come musicisti in tutti i pezzi è stato meraviglioso. C’è stato un momento, mentre stavano suonando “Heat wave”, in cui ho sentito un’onda di felicità pervadermi e mi sono chiesto se stava veramente succedendo a me! Ho imparato più di produzione e composizione in “Going Back” con questi personaggi che in tutte le altre mie esperienze passate. A quei pionieri devo molto amore e gratitudine». Amore, gratitudine e un’emozione profonda è poi quello che deve aver provato il fortunato pubblico dei concerti speciali al Roseland Ballroom di New York, svoltisi dal 22 al 25 giugno di quest’anno con uno straordinario ensemble di diciotto coristi e musicisti, tra cui proprio i Funk Brothers. Anche se forse il più emozionato e felice sarà stato proprio Collins, il compositore e musicista britannico (nato a Chiswick nel 1961) che grazie a un annuncio letto sulla rivista musicale Melody Maker si presenta a un’audizione e ottine il posto di batterista dei Genesis di Peter Gabriel. Dai Genesis a oggi È il 1970, e da allora Collins è “il batterista” della celeberrima band, con cui incide album passati alla storia come “Nursery crime”, “Selling England by the pound”, “The lamb lies down on Broadway”. Dal 1976, con l’abbandono di Peter Gabriel, Phil diventa anche il cantante del gruppo, che registra altri dischi di successo come “Abacab” e “Invisible touch”. Nel 1996 Collins si dà alla carriera solista, collabora tra gli altri con Quincy Jones, Tina Turner, Robert Plant, Pete Townshend, Eric Clapton, e dà vita alla sua jazz band, i Brand X. Vince l’Oscar per le canzoni composte per il film della Disney “Tarzan” (1999).