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Amy Winehouse: ricordo di una vera diva

Amy Winehouse: ricordo di una vera diva

La vita e la musica della grande Amy Winehouse

Su RMC Great Artists non perdere il nostro omaggio ad Amy: in rotazione le canzoni della grande star. Clicca e ascolta Lunedì 22 e martedì 23 guarda AMY FOREVER su RMC Tv. In onda in rotazione il ricco speciale dedicato all'artista, con i suoi video più belli e le interviste ai produttori e ai musicisti che hanno lavorato con lei Scopri la Playlist dedicata ad Amy da RMC su Spotify. Clicca e ascolta «Conoscevo molto bene Amy Winehouse. Era molto diversa da come le persone la dipingevano. Sì, ogni tanto perdeva la testa perché faceva uso di droghe, ma era anche una ragazza molto intelligente, spiritosa, divertente. La gente però non vedeva questo lato del suo carattere» Con questa dichiarazione a un quotidiano scozzese, Lily Allen ricorda la sua amica Amy Winehouse. E ricorda anche a tutti i fan (e a chi non lo conosceva bene) cosa ci fosse esattamente dietro quella parabola di successo e autodistruzione che ha avuto il suo tragico finale sabato 23 luglio. Quando la soul diva è stata trovata ormai priva di vita nel suo appartamento londinese, probabilmente per un mix di alcol e droghe di vario genere (e l’enfisema di cui la giovane artista soffriva non ha certo alleggerito la situazione). Finale di partita Un finale di partita che aleggiava nell’aria, se persino la madre dell’artista ha dichiarato che la morte di Amy sarebbe stata solo una questione di tempo. Né avevano fatto ben sperare circa le condizioni di salute della cantante le ultime notizie sulla sua esibizione a Belgrado il 18 giugno, sospesa quasi immediatamente perché l‘artista non era in condizioni di esibirsi on stage. I fan però speravano sempre in un suo riscatto. In un nuovo album, atteso con fervore fin dal 2007, data d’uscita del suo ultimo singolo, “Love is a losing game”. Quella miscela di voce vetrosa e autentica, da vera soul singer anni Quaranta, unita a testi di una contemporaneità sconvolgente, l’avevano fatta diventare già super soul diva con solo due album alle spalle (“Frank” e “Back to black”) e appena poco più vent’anni di età anagrafica (Amy era nata a Londra nel 1983, figlia di un tassista e un’infermiera). 5 Grammy Award Il successo, arrivato impetuoso (2 dischi di platino per il primo album “Frank”, 5 Grammy Award nel 2008 per l’album “Back to black”, l’onore di cantare ad Hyde Park per il grande live dedicato ai 90 anni di Nelson Mandela) non aveva cacciato via i suoi demoni interiori, né l’aveva trasformata in una diva di plastica. Tutt’altro. Amy, paparazzata con una crudeltà esagerata dalla stampa scandalistica e non, non si faceva scrupolo nel mostrarsi al naturale, non si nascondeva dietro occhiali scuri, bodyguard e ville californiane. Invece che diventare irraggiungibile e siliconata, uan bellezza siderale e astratta, come Beyoncé, o variopinta e oltre l’umano, come Lady Gaga, era rimasta una ragazza concreta. Soltanto, da florida e paffuta che era, via via si era assottigliata, per gli eccessi a cui sottoponeva il suo corpo. Ma la sua magrezza non era quella, costruita in palestra, di Madonna. Piuttosto quela della sofferenza della vita vera. Di pari passo, aumentavano anche i suoi tatuaggi (e l’altezza della sua acconciatura ‘beehive’, a nido d’ape) e le peripezie artistiche e sentimentali (la difficoltà di dar seguito al perfetto “Back to black”; il doloroso divorzio dal marito Blake Fielder Civil). Un grande talento Forse per questo i tantissimi fan la sentivano così vicina. Così umana. Ultimamente, a detta dei vicini di casa, era tanto sparuta da sembrare una ragazzina undicenne. Invece, era uno dei più grandi talenti soul apparsi negli ultimi vent’anni. Di Amy rimane anche il grande rimpianto di ciò che avrebbe potuto creare se fosse riuscita a domare i suoi spettri interiori.Ecco come la ricordano alcuni amici e colleghi. Mark Ronson (il suo produttore): «Era la mia anima gemella musicale. Ed era come una sorella. Il giorno della sua morte è stato il più triste della mia vita» Salaam Remi (produttore per alcuni brani di Amy): «E’ stato un giorno tristissimo. Ho perso una grande amica e una sorella. Riposa in pace, dolce amica. Ti amerò sempre» Carol King (di cui Amy aveva cantato “Will you love me Tomorrow):« ono grata ad Amy, che ha messo tutto il suo grande talento nel registrare la sua versione della mia canzone» Demi Moore «Una notizia veramente orribile. Il mio cuore è con la sua famiglia. Che la sua anima tormentata possa finalmente trovare pace» Scarica da iTunes