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Bryan Ferry: The Jazz Age

Bryan Ferry: The Jazz Age

Il nuovo album di Bryan Ferry dedicato al sound degli Anni Venti

È un ottimo modo per celebrare i propri quarant’anni di carriera. E si tratta di una carriera senz’altro speciale: perché Bryan Ferry non è soltanto un grande artista solista, ma ha anche dato vita una delle più celebri band britanniche dagli anni Settanta a oggi, i Roxy Music. Per festeggiare, Bryan Ferry ha deciso di pubblicare alcune delle sue composizioni riarrangiandole (con la Bryan Ferry Orchestra) in chiave musicale Anni Venti. Un periodo spumeggiante, ricco di entusiasmi e innovazioni, tra i romanzi di Francis Scott Fitzgerald e gli assoli di Louis Armstrong, lo spirito arguto di giornaliste come Dorothy Parker e le composizioni di Bix Beiderbecke, le trasvolate di Charles Lindbergh, le provocazioni delle flapper e le sonorità delle band dixieland. Nasce così “The Jazz Age”. «Molta della musica che ascolto oggigiorno è strumentale» ha dichiarato al proposito l’artista «e volevo che le mie canzoni avessero una vita alternativa, una vita senza le parole». Detto, fatto: Ferry ha riunito molti dei grandi jazzisti inglesi che hanno suonato nel suo album “As Time Goes By”, tra cui Colin Good, pianista e suo direttore musicale, col quale ha dato vita ai nuovi arrangiamenti. Tornano così in veste nuova veri e propri classici della discografia di Ferry, come “Virginia Plain”, “Slave To Love”, “Avalon”, “Reason or Rhyme”, “The Bogus Man” e “Don't Stop the Dance”. Da riassaporare in questa nuova chiave alla “Grande Gatsby”, arricchite da accenti che richiamano la Duke Ellington's Cotton Club Band, o i Louis Armstrong's Hot Seven. LA TRACKLIST Do The Strand Love Is The Drug Don’t Stop The Dance Just Like You Avalon The Bogus Man Slave To Love This Is Tomorrow The Only Fance I Thought Reason Or Rhyme Virginia Plain This Island Earth Bryan Ferry è tra i musicisti più significativi e raffinati della scena musicale contemporanea. Una vera icona, sia con i Roxy Music, agli inizi degli anni Settanta, (“Virginia Plan” fu il loro clamoroso esordio, nel 1972), poi da solista, già nel 1973, con “These Foolish Things”. Musica cinematica, evocativa, pop e fashion insieme per i Roxy Music, grazie anche al tocco di Brian Eno nei primi due album e alla affascinante chitarra di Phil Manzanera. Eclettico, profondo e capace di miscelare in modo assolutamente originale la canzone francese d’autore, gli standard jazz, l’eredità di Bob Dylan (solo per citare alcune delle sfaccettature della sua complessa artisticità) in veste da solista. Tra gli album indimenticabili sotto il nome Roxy Music, vanno ricordati “For Your Pleasure”, “Stranded”, “Siren”, “Avalon”, anche se non c’è album della band che non abbia lasciato il segno. Lo stesso può dirsi per la produzione solistica di Bryan Ferry, da cui vanno senz’altro citati “Let’s Stick Together”, “Boys And Girls”, “Taxi”. Bryan Ferry