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8 marzo: omaggio alle donne

8 marzo: omaggio alle donne

Scopri la playlist dedicata e la nostra gallery con le figure femminili più significative degli ultimi tempi

guarda la gallery  È una playlist dedicata a tutte le donne quella creata su Spotify da Radio Monte Carlo. Oltre sessanta canzoni, spesso indimenticabili, ciascuna con un nome di donna. Da "Billie Jean" di Michael Jackson a "Sally" di Vasco Rossi, da "Alice" di Francesco De Gregori a "Luka" di Suzanne Vega. Tra grandi classici e hit di oggi, passando dai Beach Boys e dai Creedence Clearwater Revival a Amy Winehouse e Mika. Alcune di queste canzoni hanno anche una storia particolare. “Billie Jean” per esempio fu ispirata a Michael Jackson dopo essere stato accusato da una fan nel 1981 di essere il padre di suo figlio.  La donna aveva dichiarato di chiamarsi Billie Jean Jackson e di essere la moglie dell’artista. In seguito, fu ricoverata in un ospedale psichiatrico. Nella sua autobiografia, “Moonwalk” Michael Jackson ha poi dichiarato che la storia della falsa paternità riguardava suo fratello Randy. Quincy Jones, produttore di Jackson, avrebbe voluto intitolarla in un altro modo, e accorciare la lunga introduzione. Ma Michael insistette, e la canzone divenne una delle sue hit più celebri. È invece fitto il mistero sulla vera identità di “Angie”, celebre brano dei Rolling Stones. Leggenda vuole che si trattasse della prima moglie di David Bowie. Per molti invece la canzone è dedicata all’attrice Angie Dickinson. Secondo altri parla della figlia di Keith Richards, Dandelion Angela. Scopri la playlist dedicata alle donne da RMC su Spotify Uno dei più celebri riff della storia della musica, quello di “My Sharona”, degli Knack, nasce invece dalla storia d’amore del cantante Doug Fieger per Sharona Alperin, un’agente immobiliare. In realtà il riff era già stato composto dal chitarrista Berton Averre, ma ogni volta che Doug lo sentiva, si scioglieva al pensiero di Sharona… Nacque così la voglia di scrivere una canzone. E la copertina del disco mostrò per l’appunto… la vera Sharona! Sono state invece le prostitute che Sting vide nei pressi dell’hotel parigino in cui soggiornava con i Police nel 1977 a ispirare la canzone “Roxanne”. Il nome viene invece dalla donna amata da Cyrano de Bergerac, il protagonista della commedia di Edmond Rostand. Una locandina che annunciava la rappresentazione teatrale dell’opera era nella hall dell’hotel e quindi… la canzone ebbe subito un titolo. Ai Police (fatta eccezione per il manager del gruppo, Miles Copeland) il brano non piaceva fino in fondo, ma Sting lo amava molto e ne fece una hit della sua carriera da solista. “Roxanne” fu suonata anche per la reunion della band, nel 2003, quando i Police entrarono nella Rock and Roll Hall of Fame. “Layla”, celebre canzone di Eric Clapton, prende il nome da un poema classico azero, “Majnun e Leyla”, che narra della tragica storia di Leyla, sposata contro la sua volontà a un uomo di cui non era innamorata. E il suo amato diventò invece majnun, cioè pazzo. A raccontare questa trama a Eric Clapton era stato il suo amico Ian Dallas, che si stava convertendo all’Islam. Clapton vide rispecchiato nel poema la sua vicenda personale. Ai tempi infatti era follemente innamorato di Pattie Boyd, una modella che George Harrison aveva conosciuto sul set di “A hard day’s night” e aveva subito sposato. Pattie divorziò da Harrison nel 1977 e sposò Clapton nel 1979. Ma divorziò dieci anni dopo. Maggior fortuna di questo matrimonio ebbe senza dubbio la canzone “Layla”, tuttora un evergreen.