Buffon: la Champions e poi smetto

Buffon: la Champions e poi smetto

A trentasette anni il portiere della Juventus confida il suo ultimo obiettivo: alzare la coppa del più grande trofeo europeo per club

Gianluigi Buffon è stato più che diretto nell’esprimere i suoi desideri: «sogno la Champions». Così il portiere della Juventus racconta l’obiettivo numero uno della sua lunga carriera.
Una meta che non vede l’ora di raggiungere per coronare una vita fedele alla sua squadra bianconera e arrivare ai quarant’anni da numero uno. Come ha raccontato al magazine francese L’Equipe, Buffon sente l’importanza di dimostrare che "a trentasette o trentotto anni posso essere ancora un portiere decisivo. Il Mondiale in Russia? Non sono eterno, ma è chiaro che al Mondiale ci penso".

La sera del 14 aprile la sfida ai quarti di Champions League è contro il Monaco. Buffon è ottimista, nonostante riconosca le grandi qualità della squadra avversaria arrivata ai quarti di finale. Piedi per terra e positività, ha dichiarato che: «La Juve è una squadra in grande crescita, ma per dimostrare a tutti che stiamo tornando ai vertici del calcio mondiale dobbiamo vincere partite come queste. È vero che tra tutte le squadre che potevano essere sorteggiate, il Monaco era tra quelle due o tre che preferivamo incontrare, ma anche loro avranno pensato la stessa cosa di noi. Resta comunque una squadra ostica, sempre imprevedibile: li vedi giocare in trasferta e sono molto pericolosi, poi in casa stranamente deludono.
Quando pensi che possano perdere poi, alla fine, vincono. Insomma, non sai mai quello che possono fare».


La decisione presa da Buffon, ritirarsi a quarant’anni, concede al numero uno della Juventus ancora tre anni prima di dedicarsi completamente alla Zucchi, società tessile quotata in Borsa e controllata dallo sportivo con la quota di maggioranza. Arrivare a «quarant’anni come numero uno e non come riserva» è d’altronde un traguardo che il campione sente di meritare, dopo tanti anni di impegno, in cui la sua unica amarezza è la Premier League («forse l’unico rimpianto perché in quegli stadi c’è una grande sportività»).

Trent’anni dedicati al calcio, quelli di Buffon, che non ha mai lasciato l’Italia «perché mi sono sempre trovato bene e ho sempre pensato che fosse il campionato più difficile e bello».
Quattro volte eletto miglior portiere mondiale dell’anno (titolo andato nel 2014 a Manuel Neuer), per parecchi tifosi è senz’altro il portiere del cuore.
Buffon ha anche espresso il suo parere sul collega Paul Pogba, assente alla sfida con il Monaco. «È un giocatore straordinario, non ho mai visto un calciatore così forte alla sua età. Non vedo nessuno con le sue qualità, la sua forza fisica e la sua capacità di essere così decisivo. Ma la sua carriera è appena iniziata. Deve capire quello che vuole fare. Deve capire la differenza tra essere un ottimo giocatore, un campione, e essere il campione. Non deve mai accontentarsi di quello che fa, ma deve cercare di migliorare sempre, perché ha delle qualità incredibili».

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