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Ecco cos'è il digiuno intermittente e perché farebbe bene

Alternare il digiuno alla regolare alimentazione allunga la vita e riduce la crescita dei tumori: è il digiuno intermittente

Ecco cos'è il digiuno intermittente e perché farebbe bene

Vivere a lungo è il desiderio di chiunque, ma quale è il segreto? Da sempre scienziati e ricercatori si adoperano per trovare l’elisir che garantisca una lunga vita e il più delle volte la soluzione, sebbene parziale, risiede nell’alimentazione. Mangiare bene aiuta a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari e a mantenere in salute il nostro organismo aumentando così le nostre prospettive di vita. Ma anche il digiuno intermittente secondo recenti ricerche è un ottimo alleato della lunga vita! Ci spieghiamo meglio.

Sono sempre più frequenti gli studi secondo cui fare dei digiuni intermittenti, in maniera dunque strategica, non solo ridurrebbe l’introito calorico, ma consentirebbe di allungare la nostra vita.

Ma come funziona il digiuno intermittente? Come si intuisce dal nome, questa pratica consiste nel non mangiare (o mangiare molto poco) per brevi periodi da alternare dunque ad altri in cui si mangia regolarmente. Una tradizione antica in molte culture e che oggi ritroviamo attraverso le recenti ricerche scientifiche.

I digiuni intermittenti possono essere di diversi tipi. Quali?

Partendo dal presupposto che quando parliamo di digiuno si può intendere sia quello totale, durante il quale non si mangia nulla, sia quello parziale, che invece prevede il consumo molto ridotto di cibo, ecco i 3 tipi di digiuno maggiormente diffusi e approvati:

Il 5 su 2 prevede una forte restrizione alimentare di 2 giorni non consecutivi all’interno di una settimana; dunque 5 sono i giorni in cui si mangia normalmente.

Il digiuno dell’orologio riferisce l’intervallo di tempo in cui non si mangia alla giornata. In pratica il digiuno si fa ogni giorno, ma per 16 ore. Nelle altre 8 si digiuna.

Il mima-digiuno invece prevede il consumo molto ristretto di cibo, da fare per 5 giorni ogni 3 o 6 mesi, a seconda del soggetto. Quest’ultimo regime sta riscuotendo un particolare successo. Si tratta di un tipo di dieta studiata da Valter Longo, direttore del programma di ricerca “Oncologia & longevità” all’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano nonché dell’Istituto della Longevità dell’University of Southern California. Valter Longo ha testato la dieta mima-digiuno prima su organismi unicellulari, i lieviti, dopo sui topi ed infine sull’uomo. E i risultati sono stati positivi. La dieta promette addirittura fino a 10 anni di vita in più se il digiuno è fatto regolarmente, ma comunque sempre sotto controllo medico.

A difesa del digiuno intermittente anche il professor Stefano Erzegovesi, nutrizionista e psichiatra, responsabile del Centro dei disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano: «Il nostro organismo tollera molto bene la restrizione calorica (anche totale): alleggerire il nostro stile a tavola riattiva i meccanismi genetici utilizzati dai nostri antenati per sopravvivere alle carestie, un sistema molto efficiente nei confronti della conservazione dell’energia. I geni che si attivano durante una fase “di carestia” sono i medesimi che regolano i processi legati all’invecchiamento e agiscono in due modi: riducendo lo stato infiammatorio e attivando fattori di crescita e rinnovamento cellulare».

Inoltre la restrizione calorica per brevi periodi agisce sui processi infiammatori, riducendoli notevolmente, migliora le risposte immunitarie e facilita l’eliminazione delle scorie dall’organismo. Alcuni studi fatti sui topi, tra cui anche quello di Valter Longo, hanno dimostrato che il digiuno intermittente riduce la crescita dei tumori.