Artademia

Artademia

Il primo progetto educativo alternativo alla scuola superiore

Si chiama Artademia e vuol essere il primo progetto educativo alternativo alla scuola superiore. Inaugurerà i suoi corsi a novembre e si rivolge a tutte le famiglie con ragazzi dai comportamenti usualmente definiti disturbati, sia che si tratti di chiusura, aggressività o difficoltà ad apprendere. Atteggiamenti spesso bollati con sigle come ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), BES (Bisogni Educativi Speciali), ma che spesso non sono altro, secondo la fondatrice del progetto Silvia Pagani, che il sintomo di un’incapacità della scuola tradizionale di interessarli e fornire loro un modello formativo efficace.

All'insegna di passione e cultura

Artademia nasce dunque come risposta al bisogno di un’educazione diversa da parte di questi ragazzi. Una formazione che non sviluppi competizione e ansia, ma passione, cultura, conoscenza e curiosità, relazione e capacità di collaborare. Nelle parole di Silvia Pagani, una scuola dove «non esistono materie, perché la vita comprende ben più materie di quelle che la scuola generalmente propone. Esistono situazioni che incuriosiscono, che richiedono una comprensione e che quindi divengono la base da cui partire per approfondire in modo trasversale. Non esistono aule, ma aria aperta, città, boschi, strade, musei, teatri, parchi, una 'casa' da dove partire e dove rientrare, dove cucinare o guardare un film. Non esistono professori, ma adulti che amano, appassionati, curiosi, disposti a mettersi in gioco senza perdere autorevolezza. Esistono regole e compiti, critiche e osservazioni, ma niente voti o verifiche, perché non siamo tutti uguali ed anche le richieste devono essere diversificate».

Un nuovo modo di imparare

Le lezioni di Artademia si svolgono durante cinque giorni alla settimana e si basano sulle esperienze, non sulle tradizionali lezioni frontali, sulla relazioni tra allievi e adulti che offrono loro momenti formativi, privilegiando la pratica (e non la teoria), le attività all’aperto, lo sport e le arti e proponendo agli adolescenti un nuovo modo di imparare. La formazione impartita va così oltre le solite materie proposte a scuola, fornisce importanti abilità tecnologiche e tecniche, permette di conoscere da vicino le professioni più diverse, offre strumenti pratici (gestire una casa, cucinare, lavorare il legno o in un campo), cognizioni perse (fare il formaggio, ottenere pigmenti colorati dalle piante, costruire strumenti), può ovviare all’abbandono scolastico. Alla critiche rivolte al progetto, che non consegna un titolo di studio alla fine del suo ciclo e può comportare costi elevati per le famiglie, gli ideatori rispondono ricordando che è possibile iscriversi da privatisti agli esami di maturità e che il progetto Artademia ricerca costantemente fondi per sostenere anche le famiglie meno abbienti che abbiano optato per questo tipo di formazione.

www.artademia.it

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