I 100 consigli fitness- 21- Se il trainer ti dà sempre ragione, cambialo

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I 100 consigli fitness- 21- Se il trainer ti dà sempre ragione, cambialo

Ecco come deve essere un trainer professionale

La palestra è un po' scuola di vita anche nel suo piccolo, che si ripete tre, quattro volte a settimana per un'ora o poco più. Di solito si evitano interlocutori che ci dicono quello che pensano senza ricamarci.

Se anche la palestra è scuola di vita, i suoi protagonisti possono essere un buon esempio: primo fra tutti il trainer scelto o che ci è stato assegnato. Le regole del marketing impongono la necessità di rinnovare il fatidico abbonamento del cliente, “costi-quel-che-costi”. La conseguenza, è che anche il trainer in gamba si troverà imprigionato in un'accondiscendenza distruttiva che accontenti l'allievo tipo: «Mi lasci suggerirle nella stesura scheda, mi permetta d'adottare i miei tempi e mi dia libertà d'agire una volta che il training-plan, parzialmente suggerito anche da me, sia svolto come dico io anche se sono l'allievo».

Se a tutte queste domande il trainer risponderà con un bel sì, vorrà dire che l'interesse verso di noi non è più di tipo tecnico e di garanzia per un risultato che desiderio dell'allievo ed etica dell'istruttore devono ottenere. Il focus sarà sul rinnovo dell'iscrizione “costi-quel-che-costi”. E alla fine verranno sconfitti tutti. Il trainer non avrà potuto esprimere la propria professionalità, mentre l'allievo avrà ottenuto d'aver messo mano alla stesura scheda coi suoi tempi, modi e distrazioni, perdendo di vista l'unica cosa per la quale s'era iscritto: investire in un progetto d'allenamento pensato per lui.

Roberto Romano

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