I 100 consigli fitness- 16 -  Se la palestra è svago, lascia in pace il trainer

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I 100 consigli fitness- 16 - Se la palestra è svago, lascia in pace il trainer

Chi va in palestra senza impegnarsi non deve accusare il trainer dei risultati mai raggiunti

Le ragioni per cui si va in palestra sono due: ottenere risultati o fare compagnia. Sono accettabili tutto sommato entrambe le categorie palestrare, ma bisogna mettersi in testa che una strada porta a modificazioni fisiche e anche un po' psicologiche, l'altra non produrrà variazione alcuna. Tutto resterà più o meno come prima, salvo l'esborso del prezzo di un'inutile iscrizione. La prima strada è di chi s'impegna affidandosi completamente all'istruttore, ma, condizione uno, è che il trainer sia professionale, non un corsista di due giorni con diploma conferitogli a buon prezzo.

Condizione due, è che la preparazione del trainer si traduca al volo in un piano d'allenamento semplice, da fare a testa bassa senza divagazioni da parte del soggetto allenato. In tale simbiosi il risultato sarà garantito e le persone gratificate saranno trainer e cliente.

L'altra strada, quella dello svago, è comprensibile se il soggetto allenato mette come priorità divertimento e socialità reale-virtuale con whatsapp, facebook e tutto il resto. Qui ci s'allontanerà dal risultato proporzionalmente alla percentuale di svago: 50% di svago vorrà dire 50% di effetto prodotto dal training-plan, 90% di svago produrrà il 10% di risultato e così via. Una cosa senza dubbio sarà ottenibile indipendentemente dalle percentuali in oggetto: la perdita di pazienza dell'istruttore, beffato, in qualche caso, dall'attribuirgli scarsa professionalità. Lasciarlo in pace sarà più onesto per tutti.

Roberto Romano

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