Più giù c'è la gioia

Più giù c'è la gioia

Come raggiungere uno stato di quiete e silenzio

Capita ogni giorno: incomprensioni, battibecchi, contrarietà, imprevisti. Lui ha detto e allora io… Lei ha fatto e allora io… Difficile che le ore scorrano fluide. Quando ti senti aggredito dai fastidi, fermati e immagina di scendere, di andare giù. Come nel mare: la superficie dell’acqua è increspata, a volte tumultuosa, eppure se ti immergi e scendi un po’ l’acqua diventa tranquilla. Se scendi ancora un po’ entri in uno stato di quiete e di silenzio. Così è per la psiche. Basta scendere un po’ più in profondità. Il chiacchiericcio dei pensieri, le parole degli altri, i contrasti restano in superficie e tu, andando giù, trovi pian piano uno stato di calma. Continua a scendere.

Ancora più giù c’è la gioia. Non è causata da qualcosa, è una sorgente di gioia spontanea. Gurdjeff, uno dei più grandi saggi dell’occidente, invita a scoprire questo stato di gioia, uno spazio in cui sei tranquillo e niente può turbarti; invita a imparare la strada per arrivarci. Già sapere che questo spazio incontaminato c’è fa la differenza. Per arrivarci scendi, scendi ancora un po’ e arrivi. Arrivare lì è tornare a casa!

Katia Vignoli

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