Bulimia: è la restrizione a creare la trasgressione

RMC DOC- Starbene

Bulimia: è la restrizione a creare la trasgressione

Cause e rimedi di questo disturbo del comportamento alimentare

Mi occupo da qualche anno clinicamente della componente alimentare dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Argomento estremamente delicato. La bulimia si definisce come l'alternanza patologica tra restrizione calorica e abbuffate compulsive, o in generale con presenza di abbuffate compulsive all'interno della propria vita, con sensi di colpa e talvolta condotte di eliminazione, quindi lassativi, piuttosto che rigetto, che possono generare l'eliminazione di ciò che abbiamo mangiato. La bulimica, che è spesso femmina, vorrebbe essere forte come l'anoressica, cioè vorrebbe avere un cervello così forte come quello dell'anoressica, ma non lo è e quindi cede. In realtà è meno malata dell'anoressica, perché il suo cervello rettile, il suo cervello istintivo risponde agli stimoli in maniera più sana dell'anoressica, che invece ha un controllo totale. Però questa cosa è vissuta dalla ragazza bulimica come una debolezza. C'è un elemento di disistima, un elemento in cui la persona si sente svantaggiata, si sente difettosa.

Quello che molti nutrizionisti (e i bulimici in primis) non capiscono è che l'abbuffata è figlia diretta della restrizione calorica. Togliendo questa (e qui la cultura dell'ipocaloricità ha fatto tanti danni), sparisce anche l'abbuffata. Riportando la dieta a normocaloricità, ovviamente sana, le abbuffate spariscono o si riducono fortemente.

Luca Speciani

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