Il condannato a morte più giovane della storia statunitense

Il condannato a morte più giovane della storia statunitense

La storia del bimbo condannato a morte e la scioccante scoperta 70 anni dopo

Da tempi antichissimi fino a oggi la Giustizia non ha ancora trovato la formula perfetta per essere definita tale senza che qualcuno possa porre obiezione.
I casi di ingiustizia sono ancora moltissimi, dagli arresti di persone innocenti, fino alla pena di morte (negli Stati in cui la Legge lo prevede). Sono quelli che vengono definiti errori giudiziari.

Probabilmente, però, quando trascorrono molti anni dal momento della condanna a quello in cui ci si rende conto che condanna non doveva essere, il caso scuote un po’ più le coscienze e lascia maggiormente perplessi, perché alla rabbia suscitata dall’ingiustizia in sé, si aggiunge la consapevolezza che, come se non bastasse, il dolore di chi l’ha subita si è protratto per troppo tempo. Se poi il condannato è un bambino di soli quattordici anni, la situazione ci appare, a ragione, ancora più inaccettabile.

Il condannato a morte più giovane della storia statunitense e' George Stinney il bambino che il 16 giugno del 1944 venne condannato alla pena di morte per lo stupro e l’omicidio di due bambine di 11 e 8 anni. George, al momento della condanna, non aveva ancora compiuto 15 anni. Viene ricordato come il condannato a morte più giovane nella storia statunitense.

Addirittura, il piccolo Stinney non aveva un’altezza sufficiente per per la sedia elettrica sulla quale fu effettuata l’esecuzione, ragion per cui venne utilizzata una Bibbia per farlo sedere. Inoltre, il viso di George era troppo piccolo per la maschera facciale, che perciò cadde durante l’esecuzione.

La verità dopo 70 anni

Il caso fu riaperto solo nel 2013, grazie ad alcuni attivisti che operano contro la pena di morte e nel dicembre del 2014 si giunse finalmente all’annullamento della condanna.

Se sono bastati solo due ore e mezzo di processo per decretare la morte ingiusta di George Stinney, sono dovuti trascorrere ben 70 anni affinché la verità venisse a galla e i parenti ancora in vita del piccolo George potessero trovare nel riconoscimento della sua innocenza una ricompensa, seppure minima, del torto subito.

Now on air