Ari Folman

Intervista al regista

Ari Folman racconta The Congress

L'ideazione e la realizzazione del progetto spiegate dal regista

"THE CONGRESS era in fase di realizzazione, può dirci come è nata l'idea del progetto ed intraprendere il percorso di riadattare il romanzo cult di fantascienza?"

La prima volta che ho letto il romanzo di Lem avevo16 ed una grossa fissazione per la fantascienza, e me ne sono innamorato. La seconda volta è stata durante la scuola di cinema, quando ho deciso che avrei realizzato un progetto cinematografico sul testo. E' stato soltanto dopo aver indagato molto il campo dell'animazione durante le lavorazioni di Valzer con Bashir, che ho avuto una visione su come l'avrei adattato. Mi ci è voluto un anno intero per scrivere la sceneggiatura e mi sono distanziato molto dal testo originale, ma tornandoci sempre quando mi sentivo perso durante il processo creativo. Credo che lo spirito del romanzo costituisca un'enorme parte del film, ed è certamente molto presente nelle sequenze di animazione.

"L'eroe del romanzo Ijon Tichy era un esploratore e scienziato, come mai ha scelto per la protagonista del suo adattamento il mestiere dell'attrice?"

In pratica io credo che se stai adattando un classico, devi avere il coraggio di essere libero e non rimanere intrappolato nel testo originale. Cercavo una dimensione nuova, più attuale, per l'allegoria dell'era comunista contenuta nel libro. La dittatura chimica del romanzo è stata trasformata durante il processo di scrittura nel dover fare i conti con la dittatura all'interno del mondo dello spettacolo, più precisamente nell'industria cinematografica controllata da grossi studios. Da lì, inserire nella storia il tema di un'attrice in declino è stata un'evoluzione naturale di tale processo.

"Perchè ha scelto Robin Wright per incarnare il suo eroe? Ci dica della relazione tra la sua carriera reale/la sua persona ed il suo alter-ego in THE CONGRESS?"

Pensavo al film, ed avevo già in mente l'inquadratura iniziale: Quella in cui l'attrice viene crocifissa dal suo agente ed amico di vecchia data. Nell'inverno del 2009, durante una cerimonia a Los Angeles, ho conosciuto Robin Wright ed ho passato l'intera serata seduto davanti a lei. Non potevo resistere, dovevo piazzare il suo volto in quell'inquadratura, era esattamente ciò che stavo cercando. Il giorno seguente le parlai del progetto, assieme ad alcune illustrazioni che la ritraevano disegnate da David Polonsky la notte precedente. Robin diede la sua disponibilità immediatamente, ed è lì che iniziò il nostro viaggio durato 4 anni.

"THE CONGRESS presenta una visione di Hollywood e dei grandi film prodotti dalle major fortemente distopica – è così che lei vede quella parte dell'industria? Il suo film riflette una paura per il futuro del cinema?"

Mentre a Los Angeles cercavo una location adatta a girare la scena della scansione, sono rimasto schoccato quando ho saputo che una stanza di quel tipo esisteva già. Gli attori vengono scansionati già da qualche anno oramai – quella tecnologia è già disponibile. Oramai gli attori in carne ossa non servono più nell'era “post-Avatar”. Immagino sia l'economia oggi a decidere se la prossima generazione di film sarà con attori scansionati, o con una generazione completamente nuova di attori “costruiti ad arte”. Essendo un ottimista, credo che la scelta di attori in carne ed ossa prevarrà e spero che The Congress fornisca un piccolo contributo nel raggiungimento di tale obbiettivo.

"In THE CONGRESS sono presenti molti dettagli “futuristici” che sono tuttavia estremamente attuali – lei trova degli aspetti positivi nel vivere in un'altra realtà, dietro un'avatar online per esempio? Pensa che ciò si avvicini all'idea presente nel film di scegliere consapevolmente la realtà in cui vogliamo vivere?"

Penso che il mondo chimico descritto nel romanzo di Lem e nel film sia fantasia, ma allo stesso tempo rispecchi l'enorme paura di quelli che come noi viaggiano molto con l'immaginazione, che sognano. Ho sempre avuto la sensazione che tutti noi, ovunque, viviamo in due universi paralleli, uno in cui funzioniamo normalmente e quello in cui ci portano le nostre menti – con o senza il nostro diretto controllo. Combinare i due mondi in uno solo, è l'obbiettivo primario che mi pongo in quanto regista.

"Il film è un'opera unica ma presenta i tratti di ciò che sembra essere un'enciclopedia di riferimenti in termini cinematografici. Ci sono stati dei film chiave o altre influenze che le hanno fatto da guida o l'anno inspirata durante la realizzazione di quest'opera?"

La parte di animazione è un tributo ai lavori dei grandi Fleischer Brothers degli anni '30. E' disegnato a mano, è stato realizzato in 8 paesi differenti e ci sono voluti due anni per creare 55 minuti di animazione. E' stata, come regista, la missione più difficile per me fin'ora. La mia squadra, nel mio paese, guidata dal direttore d'animazione Yoni Goodman ha lavorato 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 per assicurarsi che le animazioni dei personaggi, provenienti da studi diversi, mantenessero una certa consistenza da scena a scena. Durante le lavorazioni abbiamo scoperto che dormire è per i mortali e l'animazione è per i pazzi! In altre parti del film ho tentato di rendere omaggio al mio idolo Stanley Kubrick, due volte; la prima facendo riferimento a Dr. Stranamore ed un'altra a 2001:Odissea nello Spazio, che resta il mio film di fantascienza preferito di sempre.

"L'età, la libera scelta e la mortalità sono le tematiche filosofiche che, tra le altre, incontriamo in THE CONGRESS – Cosa vorrebbe che il pubblico traesse dal film?"

Credo che sia proprio questa la bellezza nel fare un film; Quando il lavoro è terminato, non sta più a te, ma al pubblico. Tutto quello che io devo fare ora è sedermi ed ascoltarlo, e magari sarà grazie al pubblico che io stesso imparerò il significato di ciò che ho realizzato.

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