the congress

6 curiosità sulla pellicola

curiosita'

6 aneddoti sul film "the Congress"

1. Il grande studio hollywoodiano che nel film acquista il diritto sull'immagine di Robin Wright è la Miramount, una evidente crasi fittizia ricavata dalla Paramount, seconda major della storia fondata dopo la Universal l' 8 maggio del 1912 a Los Angeles e dalla Miramax che è invece la ultima delle major americane fondata nel 1979 dai fratelli Weinstein (il nome poi è preso a sua volta dall'unione dei nomi di battesimo dei genitori dei due fratelli fondatori Mira, la madre, e Max, il padre). Si tratta di un evidente simbologia dell'alfa e dell'omega dell'industria cinematografica fondata sul sistema "tritatutto" degli studios.

2. Ari Folman, cinque anni dopo Valzer con Bashir, torna a utilizzare l'animazione in maniera inaspettata e anticonvenzionale, prendendo spunto dal racconto "The Futurological congress" di Stanislav Lem, il celebre scrittore polacco che ha unito il genere fantascienza con il romanzo filosofico. E' l'autore tra l'altro di Solaris il libro da cui sono stati tratti due adattamenti cinematografici omonimi: il capolavoro di Tarkovkij e il più recente rifacimento di George Clooney.


3. Il tema filosofico di fondo di Lem, ripreso nel film di Folman è che la realtà non cambia, sono le persone che vedono tutto animato in virtù delle sostanze chimiche che assumono a darne diversa percezione, e questo ad un livello tale che nessuno sa più come sia fatta la vera realtà, come sia ridotto davvero il mondo. Non è questa un'intuizione nuova nel cinema ed ha precedenti illustri e bizzarri come Il serpente di fuoco di Roger Corman, su soggetto di niente po' po' di meno che dell'amico Jack Nicholson ed interpretato da Peter Fonda, in cui lo stordimento lisergico pare essere l'unica via per la verità, sì ma una verità soggettiva, percepita come l'unica esistente.

4. Inizialmente fu ingaggiata Cate Blanchet per il ruolo che invece fu affidato alla Wright.


5. Il grande salone a cupola in cui è tenuto il congresso futuristico è basato sul progetto di Albert Speer per la grande sala del popolo, chiamata anche Die Große Halle, che Hitler voleva come simbolo imperituro del suo impero dei mille anni


6. Non manca la presa in giro di una convention Apple (con l'imbonitore venerato come un dio Reeve Bobs, assonante ed evidente parodia di Steve Jobs)

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