Moni Ovadia legge il canto XXVI dell’Inferno di Dante

Moni Ovadia legge il canto XXVI dell’Inferno di Dante

Martedì 19 gennaio alle ore 19 al Theatre des Variétés

Proseguono gli stimolanti appuntamenti organizzati dal Comitato Dante Alighieri di Monaco per la stagione 2015/16.

Martedì 19 gennaio alle ore 19 presso il  Theatre des Variétés il grande attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante Moni Ovadia si confronta con il Canto XXVI dell’Inferno dantesco. Il canto è dedicato all’emblematica figura di Ulisse. Personaggio che, nella visione di Dante, rappresenta l’uomo che non cessa mai di interrogarsi sul senso della vita e non abdica per per nessun motivo al suo ardente desiderio di conoscenza. Per l’Alighieri, sono proprio questi i valori che distinguono l’uomo dalle altre specie viventi sulla terra.

Leggere Dante

«È un onore leggere Dante per me, è la perfezione in letteratura», ha dichiarato Ovadia. «L’episodio di Ulisse è poi importante per una ragione. Noi occidentali siamo buffi: quei versi sono all’origine del nostro essere occidentali. Ricordiamo Ulisse per il suo viaggio, per l’Odissea. Il pellegrinaggio che ci viene presentato come una sua condanna in realtà è il suo privilegio. L’episodio tocca a Ulisse perché è l’unico personaggio intelligente, gli altri erano semi-bruti. Achille non avrebbe mai potuto affrontare l’Odissea. Degli Achei Ulisse è l’unico che usa il cervello. La sua intelligenza lo porta anche a fare delle cattiverie, ma anche a vincere la guerra, attraverso l’astuzia e l’intelligenza. Il suo destino è l’infinita peregrinazione attraverso cui ci manda un messaggio di conoscenza.

Incontri sconvolgenti

Dante scrive i primi versi su Ulisse descrivendolo come un uomo che non ce la fa a stare fermo, per quanto Itaca sia la dolce patria. L’uomo si muove, non ha pace. Dante è un esule costretto, ma le virtù dell’esilio le conosce perché le parole che dedica ad Ulisse sono belle in maniera sconvolgente. Credo che il personaggio Ulisse riparta da Itaca anche per Omero, ma è Dante che lo descrive in maniera folgorante. Ulisse ha amori e incontri sconvolgenti con uomini e donne straniere. Oltre le colonne d’Ercole lui va a conoscere persone nuove».

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