Si riapre l'inchiesta sulla morte della Winehouse

Si riapre l'inchiesta sulla morte della Winehouse

Si riapre l'inchiesta sulla morte di Amy Winehouse. La notizia, riportata dal quotidiano britannico The Guardian, riguarda il coroner incaricato degli accertamenti circa la causa della morte dell'artista, avvenuta il 23 luglio del 2011. Un portavoce del Camden Council ha infatti dichiarato che la persona incaricata dell'indagine, Suzanne Greenaway, non possedeva le necessarie qualifiche per ricoprire quell'incarico. La Greenaway se lo era visto assegnare grazie al marito, il dottor Andrew Reid, coroner per la zona centrale nord di Londra. Ma la donna, di origini australiane, aveva lavorato nel suo paese come avvocato e come infermiera, mai come coroner, che nei paesi di tradizione legale anglosassone è il pubblico ufficiale che indaga sulle morti di natura violenta. Nel novembre di quest'anno la Greenaway si è dovuta dimettere, non potendo dimostrare di essere stata iscritta da almeno cinque anni all'Associazione degli Avvocati, requisito richiesto da tutti i paesi del Commonwealth per le funzioni di coroner. Anche il marito ha dovuto dare le dimissioni ed è stato aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. L'inchiesta sulla morte della Winehouse non è l'unica condotta dalla Greenaway: altre undici cause le erano state affidate. Il caso di Amy deve adesso essere nuovamente esaminato: la prima udienza è stata fissata per l'8 gennaio. Il padre dell'artista ha dichiarato che non assisterà alla nuova udienza: «Non voglio che la mia famiglia viva nuovamente queste esperienza» ha affermato. «Verranno di nuovo ripercorsi i punti chiave della vicenda e noi non vogliamo essere lì, non vogliamo riascoltarli per colpa della totale inefficienza di qualcuno».

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