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Matteo Renzi: non temo Berlusconi o Grillo, temo il centrosinistra

Matteo Renzi: non temo Berlusconi o Grillo, temo il centrosinistra

Ospite dell'Alfonso Signorini Show è il sindaco di Firenze

Alla vigilia delle primarie del PD (previste l’8 dicembre) Matteo Renzi è stato ospite dell’Alfonso Signorini Show, rispondendo a una serie di domande sulla situazione politica italiana e sui suoi piani per un Paese migliore. Il sindaco di Firenze ha subito negato di essere un moderato, come lo ha definito Berlusconi: «io non sono mai stato moderato, sono sempre stato più casinista e rivoluzionario che moderato. Credo però che il punto vero sia un altro, sia quello di capire se riusciamo a prendere i voti anche di chi votava Berlusconi. Io vorrei prendere i voti dei miei, ma anche i voti degli altri perché se no, ha visto che succede? Che non governa mai nessuno e poi quando arrivano a Roma devono sempre stare dalla mattina alla sera a mettersi d’accordo. Invece è meglio prendere i voti di tutti, avere una maggioranza e finalmente fare le cose che servono all’Italia». Alfonso Signorini ha poi chiesto se sia più temibile come avversario Marina Berlusconi, rispetto al padre Silvio. Renzi ha affermato che in realtà sono entrambi temibili, perché «Il marchio è quello di fabbrica. Il marchio Berlusconi è elettoralmente molto forte. Io credo che Silvio Berlusconi negli ultimi 20 anni non abbia fatto quello che aveva promesso e credo che lo sappia anche lui. Il punto però è capire cosa succederà nei prossimi mesi perché qui stanno tutti parlando delle solite cose della politica e non ci rendiamo conto che la disoccupazione sale 12.7 con un senso di rassegnazione da parte dei cittadini. Io non temo tanto Berlusconi o Grillo, io temo il centro sinistra che continua a parlare al proprio ombelico e non parla dei problemi della gente. Noi siamo un partito di sinistra che dovrebbe parlare del lavoro, ma sul lavoro facciamo i convegni e non cambiamo nulla. Il risultato è la disoccupazione pazzesca della fascia giovanile e del cinquantenne cassaintegrato che perde il posto di lavoro e non lo aiuta nessuno». C’è stato anche spazio per una serie di battute “botta e risposta”. Signorini ha chiesto se Renzi conoscesse a memoria tutta “Bandiera Rossa”, guadagnandosi un sincero «No, sinceramente no, ma almeno l’inizio sì, “Bandiera rossa trionferà”». E, quando il conduttore gli ha chiesto chi preferisse per fare bisboccia davanti a un buon fiasco di chianti, tra il Silvio nazionale e Cuperlo, ha risposto «Non ci casco neanche morto, Signorini. Cuperlo tutta la vita». La domanda su Massimo D’Alema apre invece a un panorama più ampio. Infatti, quando il conduttore chiede al sindaco se sia soddisfatto che D’Alema lo voterà alle primarie, arriva la puntualizzazione: « No no, domenica 8 dicembre D’Alema voterà Cuperlo. Poi se dovessi vincere io, dopo ragionerà se votare me. Vorrei rassicurare i miei sostenitori: Massimo D’Alema domenica vota Cuperlo; questo mi sembra un elemento fondamentale onde evitare di perdere immediatamente il 2%. Secondo me non vanno a votare 3 milioni di persone come in passato, ma credo che un milione e mezzo, due milioni di persone andrà a votare e questo è bello perché io non ne posso più di questi signoroni che a Roma decidono tutto loro: arriva la Corte Costituzionale e riscrive la legge elettorale, su gravi vicende come Stamina è il TAR che decide, il bilancio te lo fanno in Europa, perfino la vicenda Berlusconi è una vicenda che hanno deciso i giudici. Sembra che la politica non conti più niente.A me piace l’idea che domenica andando a votare, finalmente le persone diano il senso che la politica è una cosa seria. Tocca a noi. Tiriamo fuori però il coraggio».