Anastacia apprezza il suo nuovo seno bionico

La cantante, che l'anno scorso si è sottoposta a una doppia mastectomia, ha preso con filosofia l'accaduto

Anastacia apprezza il suo nuovo seno bionico

La cantante, che l'anno scorso si è sottoposta a una doppia mastectomia, ha preso con filosofia l'accaduto
Anastacia ha dichiarato di apprezzare il suo nuovo seno bionico, dimostrando così di aver preso con filosofia la doppia mastectomia cui si è dovuta sottoporre
La cantante di " I'm outta love", che l'anno scorso si è dovuta sottoporre a una doppia mastectomia dopo aver scoperto il ritorno del tumore al seno, ha dato prova di aver preso con filosofia l'accaduto e ha raccontato di come «non le importi» di aver perso i suoi seni naturali. L'artista ha rivelato: «Le chiamo ' tette bioniche'. Sono fantastiche, sono il triplo! Sono felice. Finalmente posso indossare delle canottiere e metterle in bella mostra. Non me ne frega niente di aver perso il mio vecchio seno, quello che mi importa è aver sconfitto il cancro».
La star 45enne ha insistito nel sottoporsi all'operazione, per non correre il rischio di doversi ritrovare a lottare contro il cancro per una terza volta e ha dichiarato al magazine The Daily Mail: «Nel caso dell'ultima operazione, era riapparso quel che sembrava un piccolo tumore. Se avessi voluto, mi sarei potuta sottoporre a una biopsia e a delle terapie conservative, ma per me il cancro era ritornato e non faceva differenza. Ho pensato: ' Non voglio più aver nulla a che fare con questa malattia in futuro. Se dovesse ricomparire sarebbe la terza? la quarta volta? sarà il mio assassino?'. Così ho detto al dottore: 'Lo so che si tratta di una decisione drastica, perché voi vorreste lasciarmi il mio seno naturale, ma io voglio vivere. Non voglio più giocare a questa roulette russa con il mio seno e con la mia vita". Anastacia ha rimarcato il fatto di essersi sentita pronta e fiduciosa per la seconda operazione, dopo anni in cui, in seguito al primo tumore, aveva approfondito tutte le problematiche legate alla malattia. E ha spiegato: «Ero incredibilmente pronta perché, a due anni dalla prima diagnosi, avevo letto e fatto una miriade di ricerche. Così mi son detta: «Se ritornerà, saprò cosa fare».

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