George Clooney difende Obama

George Clooney difende Obama

George Clooney difende Obama dalle accuse di Steve Wynn, proprietario di un hotel e casinò, che ha insolentito il Presidente degli Stati Uniti
George Clooney ha difeso a spada tratta il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dalle ingiurie di un ricco proprietario alberghiero che lo ha pesantemente apostrofato. L'attore di "Monuments Men" ha sempre difeso il Presidente, sostenendo pubblicamente la sua campagna elettorale e definendolo un amico di vecchia data, così quando Steve Wynn, sostenitore del partito repubblicano e proprietario di una catena alberghiera e di casinò, lo ha insultato, attaccando anche la riforna sanitaria proposta da Obama , George non ci ha più visto.
In una dichiarazione rilasciata tramite il suo portavoce al Las Vegas Review-Journal George Clooney ha dichiarato: «Quell'uomo ha definito il Presidente una testa di caz*** . E io gli ho chiesto di moderare i toni perché si trattava di un amico di vecchia data. Lui mi ha risposto insistendo. A quel punto gli ho detto che l'imbecille era lui e che non sarei rimasto un minuto in più seduto a quel tavolo con lui». Ad ogni modo, sembra che i due abbiano fornito due diverse versioni dei fatti sull'accaduto: Steve infatti ha raccontato che  Clooney era completamente ubriaco dopo aver bevuto parecchia vodka e che ha avuto una crisi isterica in seguito alla battuta di un commensale sull'ex Presidente dell'Unione Sovietica, Mikhail Gorbachev. Steve ha aggiunto: «Clooney è divertente, ma quando è sobrio. Se ti capita di bere qualche drink in sua compagnia, è meglio non stare lì troppo a lungo». Un testimone racconta di aver visto salire la tensione quando Clooney su tutte le furie ha puntato il dito contro l'impresario tanto da rendere necessario l'intervento delle guardie del corpo per sedare la lite. Una fonte ha raccontato al New York Post: «Quando le tre guardie del corpo di Wynn si sono dirette verso George e il suo amico Randle, i due si sono alzati per lasciare il locale prima che i tre gli mettessero le mani addosso».

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