Svelato il mistero dei diamanti blu

Svelato il mistero dei diamanti blu

Un complesso studio scientifico rivela come e perché alcuni diamanti sono di un prezioso color blu

I diamanti blu sono gemme molto preziose: belle, rare e costose. All’Hope Diamond, per esempio, da 45 carati e conservato a Washington, è stato attribuito un valore di 300 milioni di euro
Ma oltre al valore prettamente economico, i diamanti blu sono anche tesori che raccontano la storia del nostro pianeta. Una recente indagine, condotta tra le università di Padova, New York, Washington e Cape Town, ha rivelato che a conferire ai diamanti quel particolare colore blu è il boro, un elemento presente nel fondale degli oceani.

La formazione dei diamanti blu testimonia dunque il meccanismo di riciclo della crosta terrestre: il boro infatti, grazie al movimento delle placche terrestri, scivola alla profondità alla quale si producono i diamanti blu, tra 410 e 660 km e colora così con le sue sfumature le pietre. I diamanti degli altri colori si formano invece a una profondità di circa 150-200 km.

Questo risultato è stato possibile grazie allo studio delle “inclusioni” presenti all’interno dei diamanti, condotto dal professor Nestola, unico al mondo in grado di calcolare la profondità con un diffrattometro a raggi X a cristallo singolo. 

Osserva il professor Nestola: «I diamanti super profondi, in questo caso quelli blu ricchi di boro, giocano quindi un ruolo cruciale nel comprendere come il nostro Pianeta si sia trasformato nel tempo: contengono carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e boro, i cinque componenti fondamentali per la vita, e diventano “capsule” attraverso cui vengono ri-trasportati in superficie questi elementi. Grazie ai diamanti e al lavoro pubblicato su Nature è possibile comprendere come tali elementi siano stati veicolati e distribuiti dalla superficie terrestre fino alle profondità inaccessibili del nostro Pianeta».

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