Poesia 2.0: sono Instagram e YouTube le nuove piattaforme dell’arte?

Poesia 2.0: sono Instagram e YouTube le nuove piattaforme dell’arte?

Gli instapoets spopolano sui social network dove fioccano follower, like e visualizzazioni. Ma è proprio internet l’evoluzione della poesia?

Siamo da sempre stati abituati a sfogliare i libri per leggere le poesie, sia quelli di una volta sia quelli di nuova pubblicazione. Oggi però, grazie a internet e ai social network, si sta diffondendo un nuovo modo di fruire dell’arte poetica: niente più penna e inchiostro, la poesia ora viaggia sul web.

Le nuove tecnologie infatti hanno reso disponibili nuovi linguaggi e forme d’arte e la poesia non è esente da questo rivoluzionario cambiamento: gli instapoet, i poeti del web, sono infatti sempre più numerosi e collezionano sempre più follower, like e visualizzazioni. Si tratta di nuovi poeti che utilizzano i social network, in particolare Instagram e YouTube, per divulgare i loro versi ad un pubblico sempre più variegato. Il loro linguaggio è il più delle volte semplice e diretto e in questo modo riescono ad appassionare alla poesia anche persone che finora non avevano ai avuto dimestichezza con i versi scritti.

Rupi Kaur, ad esempio, ha 2,6 milioni di follower su Instagram, il social delle foto per eccellenza. È proprio su questo terreno insolito che la poetessa scrive e pubblica i suoi versi, intervallati da alcuni post sulla sua vita quotidiana. Sam Cook ha invece aperto un canale YouTube dove ha lanciato “Button Poetry”, un progetto artistico sulle performance poetiche: non è raro che i suoi video superino il milione di visualizzazioni.

getting back to vulnerability #thesunandherflowers

Un post condiviso da rupi kaur (@rupikaur_) in data:

Come ogni nuova forma d’arte 2.0 sul web sono piovute le critiche: in pochi infatti credono che un fenomeno del genere possa solo essere paragonato alla vera poesia, quella delle terzine e dei sonetti per intendersi. E infatti gli instapoet sono criticati dai loro stessi colleghi che utilizzano ancora i mezzi di comunicazione “antichi” come la carta stampata per diffondere i loro versi. Altri invece sostengono che non si tratti esattamente di poesia, ma di una nuova forma d’arte che prende spunto dalla poesia. Gli instapoet infatti, per loro stessa natura, creano poesie e versi brevi, ideali per una piccola riflessione durante la giornata magari, che possano facilitare like, condivisioni e visualizzazioni nell’immediato ma che non hanno l’obiettivo di essere impressi nella memoria collettiva, né di stimolare un ragionamento di più ampio respiro.

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