Scoperto da un 13enne il tesoro del re…Bluetooth?

Scoperto da un 13enne il tesoro del re… Bluetooth?

In Germania due archeologi amatoriali si sono imbattuti nel casuale ritrovamento di un inestimabile tesoro appartenuto al re vichingo Bluetoooth. Sì, proprio quello che ha dato il nome al dispositivo bluetooth...

Per Luca Malaschnitschenko, ragazzino di 13 anni, e Renè Schoen, suo insegnante, è stata una scoperta decisamente inaspettata, appena si sono accorti che quello che pensavano fosse l’ennesimo inutile pezzo di alluminio, era in realtà un’antica moneta d’argento.

La moneta, ritrovata a nord della Germania e consegnata all'istituto archeologico del Meclemburgo, era parte di un rarissimo tesoro, scoperto dalle autorità archeologiche tedesche. Collane intrecciate, perle, spille, un martello di Thor, anelli e circa 600 monete facevano parte del tesoro di proprietà di Harald Bluetooth (Aroldo Denteblu), re danese soprannominato in questo modo, forse perchè ghiotto di mirtilli o forse per la sua abitudine di tingersi i denti di blu, come i suoi soldati.

Secondo le ricerche, i reperti storici potrebbe essere stati seppelliti nel 980 D.C., dopo che Bluetooth si era spostato proprio in Pomerania per scappare dal figlio Sweyn, che aveva attuato una congiura contro di lui.

 «Solo»1000 anni dopo, l’azienda di telecomunicazioni Ericsson ha voluto riprendere il nome proprio da Harald Bluetooth per la tecnologia che consente di trasmettere dati tra dispositivi. Il re aveva infatti una particolare abilità diplomatica che lo rese capace di portare la religione cristiana ai popoli scandinavi, così come il protocollo dell'azienda svedese mette in contatto terminali e sistemi diversi.

Anche il simbolo della tecnologia Bluetooth riprende la tradizione danese: il logo è composto dalle iniziali del re, H e B, provenienti dall’alfabeto runico.

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