Dovete concentrarvi? Meglio la musica che il silenzio!

Dovete concentrarvi? Meglio la musica che il silenzio!

Secondo le ultime ricerche per potersi concentrare un sottofondo a base di musica o suoni naturali è meglio del silenzio

Chi l’ha detto che il silenzio aumenta la concentrazione? Secondo uno studio dell’Università di Milano Bicocca, pubblicato su Plos One, quando c’è bisogno di concentrazione è meglio avere un sottofondo fatto da musica o da suoni naturali.

Insomma in un'epoca in cui la comunicazione la fa da padrone e gli smartphone sono parte integrante della nostra quotidianità, non è il silenzio l’antidoto alla confusione, anzi. Gli studiosi milanesi hanno rilevato che spesso avere un video di YouTube in sottofondo aiuta la concentrazione e addirittura migliora le capacità di calcolo matematico.

«In alcuni casi la concentrazione può essere favorita dall’ascolto della musica classica a volume non molto elevato. Per esempio molti brani di J.S. Bach risultano particolarmente adatti a stimolare ritmicamente il sistema acustico per la loro metrica rigorosa e ordinata, unita a linee melodiche mutevoli e spesso intrecciate in un dialogo intenso dai toni variegati» sono le parole della professoressa Alice Mado Proverbio, che ha diretto lo studio, «A prescindere dai gusti estetici personali, la musica non deve essere familiare, né deve essere quella preferita: il rumore della pioggia scrosciante o di un temporale risultano altresì ottimali nel favorire la concentrazione poiché focalizzano le nostre risorse attentive verso l’esterno», spiega «facendoci dimenticare di noi stessi».

La ricerca ha preso in esame un campione di studenti universitari, che sono stati monitorati mentre eseguivano calcoli aritmetici in silenzio e durante l’ascolto di musica o di rumori di sottofondo della natura (onde dell’oceano e pioggia). Tutti gli studenti hanno eseguito diverse operazioni di calcolo, sia semplici che difficili, e dai risultati è emerso che il silenzio non facilitava la loro concentrazione. Anzi, la stimolazione uditiva con musica e suoni naturali facilitava loro la risoluzione dei problemi. Un dato curioso è che gli studenti introversi sono stati quelli che hanno tratto maggiore beneficio dall’ascolto dei suoni: «Il tratto dell’introversione si associa di solito a una minore socievolezza, ma si correla anche a una maggiore capacità riflessiva e analitica e a più bassa impulsività. Non vi sono studi che dimostrano una maggiore abilità matematica degli introversi, ma si pensa che siano più rapidi a elaborare le informazioni a livello pre-motorio e ad analizzare gli stimoli più rapidamente» sottolinea la professoressa Proverbio. «Proprio i soggetti con queste caratteristiche potrebbero inoltre trovare confortante interagire con macchine e numeri piuttosto che con persone, per ridurre l’intensità dell’eccitazione provocata dalla stimolazione sociale» ha concluso.

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