Monica Bellucci difende Tornatore dalle accuse di molestie

Monica Bellucci difende Tornatore dalle accuse di molestie

La Bellucci ha ricevuto il premio Virna Lisi 2017 proprio dalle mani del regista e lo ha difeso dalle accuse che lo vorrebbero autore di molestie

Monica Bellucci ha ricevuto il premio Virna Lisi 2017, che le è stato consegnato, durante la cerimonia all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dal regista Giuseppe Tornatore, in questi giorni accusato, sull'onda del caso Weinstein, di molestie. 

Monica Bellucci ha difeso il regista, con cui ha lavorato per "Malèna" e "Baarìa". L'attrice ha dichiarato che «Con Tornatore sono stata cinque mesi sul set di "Malèna", poi ho girato una pubblicità e ho avuto anche una piccola parte in "Baarìa". La nostra è un'amicizia ormai ventennale, ci sentiamo ancora oggi, lui mi ha sempre dato ottimi consigli e il nostro è un rapporto di amicizia, stima e rispetto. Grazie a lui mi si sono aperte tante porte e provo un grande affetto per lui e la sua famiglia. Per come lo conosco sono molto stupita delle accuse che gli sono state fatte e in questo momento penso a lui e alla sua famiglia».

La Bellucci ha anche parlato diffusamente delle molestie che le donne subiscono: «Qualsiasi donna, in qualunque ambiente del mondo, che sia di lavoro o meno, ha avuto a che fare con sguardi indiscreti e atteggiamenti impropri e chissà quante ragazze anonime debbono parlare di ciò che subiscono da anonimi datori di lavoro... noi donne, fin da bambine siamo costrette a misurarci con atteggiamenti che definire inopportuni è un pietoso eufemismo. Del resto io stessa da ragazzina, avevo solo quattordici anni, a scuola, o per strada, ho dovuto difendermi da queste cose. Per questo sono molto felice che le mie figlie siano nate in un momento in cui le donne hanno cominciato a parlare, vuol dire che cresceranno in un mondo migliore».

L'attrice ha continuato: «Tutto questo nasce nel mondo del lavoro, sono fatti legati a una situazione di potere. In queste molestie, in realtà, certi uomini non cercano nemmeno il sesso, quello di cui si nutrono veramente è la paura. Amano sentire la paura della donna, perché la considerano una preda e godono nell'essere cacciatori. È questa visione malata dei rapporti tra sessi che va cambiata: quello che sta succedendo è il primo passo per un cambiamento che porterà anche queste persone a considerare la donna come un essere umano».

Per concludere, la Bellucci ha anche ricordato come si stia scatenando un clima persecutorio e come vada sempre ricercata la verità dei fatti: «La rabbia scatenata da anni di soprusi è comprensibile, ma bisogna stare attenti alle dichiarazioni affrettate, perché sarebbe un errore gravissimo fare di tutta l'erba un fascio e mettere le persone sotto accusa a vuoto».

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