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Parla un ex pilota Ryanair: ecco il perché del caos

La sospensione di circa duemila voli da parte di Ryan Air sta facendo discutere l'opinione pubblica. Un ex pilota svela alcune realtà poco note...

Parla un ex pilota Ryan Air: ecco il perché del caos

La cancellazione da parte di Ryanair di circa duemila voli fino a ottobre continua a far discutere l'opinione pubblica. La compagnia motiva il disagio che ha colpito numerosi passeggeri (si parla di 400.000) a "un'errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti", dunque a permessi e ferie mal calcolati, che hanno mandato in tilt le consuete programmazioni dei voli. Ma c'è chi mette in discussione le condizioni lavorative del personale di volo, che hanno causato un vero fuggi fuggi dei piloti, passati a compagnie aeree dai contratti migliori. Si parla, secondo la Ialpa, l'associazione dei piloti irlandesi, di ben 718 capitani che hanno lasciato Ryanair per pilotare aerei di altre società.

A raccontare, all'agenzia giornalistica AdnKronos, le condizioni lavorative di un pilota Ryan Air è proprio un ex pilota, che ha chiesto di farsi chiamare Max e ha dichiarato: «Purtroppo i contratti che regolamentano le condizioni di lavoro di Ryanair sono piuttosto pessimi... La maggior parte dei piloti Ryanair  viene assunta con il "Contractor", un contratto di lavoro autonomo. La compagnia fornisce una retribuzione "lorda" per ora di volo schedulata ed effettuata senza alcuno stipendio base, malattia e ferie pagate».

Contratti simili, secondo Max, riguardano il 60, 70% dei piloti Ryan Air. La retribuzione base, secondo Max, parte da 20 euro l'ora, per una media mensile di 80 ore e «lo stipendio mensile può arrivare a 1.600 euro fino a 2.500-4mila euro, e sfiorare, in alcuni casi, 10mila euro. Tutti lordi, e sempre senza ferie, contributi, malattie pagate. Niente». E continua: «Non avendo esperienza, come molti colleghi, ho firmato il contratto che mi era stato proposto perché era un modo per iniziare». Ma dopo in tanti vanno via, come dice Max, perché nella compagnia irlandese «si lavora con gli obblighi da dipendente ma senza avere le garanzie da dipendente». E dove vanno questi piloti? «In altre compagnie inglesi, qualcuno è in Easyjet, qualcun altro è volato in Cina, soprattutto i comandanti con esperienza, dove gli stipendi sono il doppio di quelli del mercato europeo». Max conclude così la sua chiacchierata con AdnKronos. Si aspetta adesso la risposta di Ryanair.