WEB RADIO

Radio Bau & Co
 
Music Star Tiziano Ferro
 
Music Star Jovanotti
 
Radio Festival
 
MC2
 
RMC Marine
 
RMC New Classics
 
Music Star Coldplay
 
Radio Monte Carlo FM
 
Music Star Giorgia
 
Monte Carlo Nights Story
 
Radio Kay Kay
 
rmc
 
Mina: Ieri Oggi e Domani
 
RMC Duets
 
Music Star Pino Daniele
 
RMC 80
 
Music Star Zucchero
 
RMC Great Artists
 
RMC Italia
 
RMC Love Songs
 
RMC Hits
 
RMC BUDDHA-BAR Monte Carlo / Radio
 
RMC 90
 

Il navigatore satellitare? Utile ma fa spegnere il cervello

Secondo una ricerca i suggerimenti del GPS inibirebbero le attività dell'ippocampo e della corteccia prefrontale.

Il navigatore satellitare? Utile ma fa spegnere il cervello

Ammettiamolo, da quando esiste il navigatore satellitare arrivare a destinazione non è mai stato così semplice. Solo pochi click e il gioco è fatto, basta seguire le indicazioni ed eccoci arrivati comodamente alla meta prefissata, senza praticamente il minimo sforzo.

Secondo alcune nuove ricerche l'utilizzo del GPS inibirebbe alcune zone del cervello, in particolare l'ippocampo e la corteccia prefrontale, diminuendo di fatto l'attività cerebrale. In altre parole affidandoci completamente alle indicazioni del navigatore non siamo tenuti a stimolare la nostra attività neuronale e il nostro cervello, di fatto, si spegne.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha analizzato la scansione cerebrale di 24 automobilisti sulle strade di Londra, più precisamente a Soho, un quartiere particolarmente affollato. I ricercatori si sono soffermati sulle attività dell'ippocampo, dove risiede la memoria e l'orientamento, e sulla corteccia prefrontale, responsabile della pianificazione dei processi decisionali. I conducenti hanno prima guidato senza navigatore e gli studiosi hanno riscontrato un aumento dell'attività cerebrale sia nell'ippocampo che nella corteccia prefrontale, in particolare quando essi si trovavano su strade non conosciute e quando dovevano scegliere tra numerose alternative. Quando poi è stato inserito il navigatore satellitare è emerso che le attività delle due aree del cervello erano poco stimolate, e quindi in stand by. «Questi risultati confermano studi precedenti secondo cui l'ippocampo aiuta a immaginare e simulare possibili percorso futuri, mentre la corteccia prefrontale aiuta a pianificare quali di questi percorsi possono portare a destinazione», ha affermato Hugo Spiers, che ha guidato il team di ricerca. «Ma quando abbiamo a disposizione una tecnologia che ci dice in quale strada dobbiamo andare, queste parti del cervello semplicemente non rispondono alla rete stradale. In un certo senso, è come se nel nostro cervello si spegnesse l'interesse verso il percorso che stiamo seguendo», ha concluso.