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A Parigi una casa da sogno, tra Liberty e tocchi esotici

Alla scoperta di una villa affascinante, che unisce gusto classico e spirito moderno

A Parigi una casa da sogno, tra Liberty e tocchi esotici

Continua la nostra collaborazione con il portale internazionale di design Houzz, per mostrarvi case da sogno in Italia e all'estero, a cui ispirarvi per arredare il vostro appartamento, e per conoscere accorgimenti e consigli pratici per rendere sempre più bella e confortevole la vostra abitazione.

Questa settimana è la volta di una villa parigina di fine 800 situata nel celebre quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Si tratta di un antico hôtel particulier, completamente rimesso a nuovo dall’architetto d’interni nonché arredatrice Élodie Sire, su richiesta di una giovane coppia di acquirenti. Una maestosa residenza di 400 metri quadrati che si sviluppa su cinque piani (al secondo, vanta un’ampia terrazza di 60 metri quadrati). «Nessuno ci aveva più messo le mani dagli anni Ottanta. Si trovava in uno stato pietoso e aveva un aspetto tetro, soprattutto al primo piano. Per questo, abbiamo cercato di schiarire al massimo le stanze buie, dai soffitti bassi, e abbiamo rivisto da zero l’intera disposizione delle stanze presenti nell’edificio. L’idea di fondo era di trasformare questo hôtel particulier, una villa singola in centro città, inizialmente un po’ triste, in una bella casa luminosa, con giardino».

Di Christine Sanchez Gaspard per Houzz
Architetto d’interni: Élodie Sire dello studio d.mesure
Fotografie: Stephen Clément

Paris VI

«Si entra passando per questa porta verde, che è ancora quella originaria, a cui abbiamo cambiato solo il colore». L’architetto paesaggista Camille Muller è intervenuta sulla terrazza e sulla facciata apportando un tocco green, grazie ad alcune piante ornamentali. «Per la porta d’ingresso e gli scuri ho perciò scelto questa tinta verderame, in modo da richiamare la vegetazione che aveva invaso la facciata», spiega l’arredatrice.
Le due lampade a muro che circondano l’entrata, conferendole un carattere maestoso, arrivano invece da un negozio di anticaglie di Saint-Ouen.

Paris VI

«L’entrata è davvero angusta: non si fa tempo a varcare la soglia, che ci si ritrova direttamente sulle scale, che erano già lì, ma hanno avuto diritto a una seconda vita» spiega Élodie Sire, la quale ha provveduto anche al decapaggio di tutte le superfici in ghisa. «Il corrimano in rovere è stato conservato e verniciato di nero, mentre le alzate dei gradini sono state dipinte di grigio scuro».
La statua apparteneva già alla proprietaria, la lampada a muro dal design industriale che illumina l’ingresso, invece, viene da un mercato delle pulci.

Paris VI

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Salendo le scale, arriviamo al primo piano (ossia il secondo livello dell’abitazione), dove troviamo un open space che accoglie la sala da pranzo e la cucina. L’arredo principale, che dà un tono all’intero ambiente, è rappresentato da un tavolo rettangolare e massiccio, in ghisa, di inizio Novecento; viene da un mercatino di antiquariato, come le sedie. Quelle color giallo miele sono un’imitazione della Serie 7 del designer Arne Jacobsen. Qui vengono abbinate ad altre sedie in Skai e metallo degli anni Cinquanta. «Il parquet è stato rifatto completamente, posando alcune grandi formelle tipo Versailles, grigie o nere a seconda dei piani, ma tutte in rovere massello, acquistate nel negozio parigino Autrement les Sols».

Paris VI

Nello stesso locale si trova anche la cucina Boffi, laccata bianca, dal design minimalista, scelta apposta per schiarire al massimo questa stanza non molto alta che, all’inizio, era davvero buia. Il soffitto, in particolare, è stato dipinto di bianco per alleggerire l’effetto della decorazione con travi a vista, presente un po’ ovunque nella casa. Per di più, l’arredatrice ha voluto creare un gioco di contrasti, basato su un’idea di rottura tra lo stile rustico della sala da pranzo o del parquet e la modernità dei mobili semilaccati della cucina, di colore bianco lucido. «Compro spesso arredi antichi, ma poi adoro spezzare lo stile rétro, inserendo elementi molto moderni», chiarisce Élodie.

Paris VI

Al terzo piano, si trova un soggiorno ampio e luminoso, merito, soprattutto, dei soffitti molto alti. «Abbiamo ridipinto tutto usando tinte molto chiare, rifatto il parquet e scelto le tende bianche per riuscire a ottenere il massimo della luce».
Sulla sinistra c’è un divano in lino color verde acqua, realizzato su misura da Bruder. Le due poltrone dotate di poggiapiedi arrivano invece da Gastou.
«Il divano Boa dei fratelli Campana (quello blu in fondo) è stato un vero e proprio colpo di fulmine per la padrona di casa, perciò sono partita da lì per arredare il resto del soggiorno». Il caminetto rivestito in acciaio inox che si vede in fondo alla stanza, dallo scopo puramente decorativo, proviene dalla galleria di Yves Gastou. Il ciottolo dorato, scultoreo e solenne, che vivacizza lo spazio rimasto tra il muro e il divano, Élodie l’ha trovato, invece, da un antiquario. Appesi alle pareti, altre due fotografie di Catalina Swinburn e un grande ritratto di Philippe Pasqua, conferiscono alla stanza un leggero tocco orientale.

Paris VI

Il quarto piano – dedicato ai bambini – può essere facilmente suddiviso in tre, per mezzo di porte scorrevoli, che consentono di separare tre ambienti distinti: un soggiorno con la TV, una camera da letto e un bagno adiacente.
«Ho progettato io questo letto a castello dall’aspetto ludico, pieno com’è di cassetti e nascondigli segreti, e un artigiano lo ha poi realizzato. Dopodiché, l’artista nonché pittore decoratore Jorge Estevez ha completato l’opera valorizzandola con i colori».

Paris VI

«Il bagno, espressamente dedicato ai bambini, è stato progettato su misura per loro». Il pezzo forte di questa stanza? Un magnifico lavabo d’epoca, di quelli che si usavano nelle scuole, acquistato in un negozio di anticaglie e risalente agli anni Trenta. «La vasca da bagno è in cemento spatolato».

Paris VI

Il bagno è la prima stanza che si incontra arrivando al quinto livello, il piano riservato ai padroni di casa. «Il pezzo forte di questo ambiente è la fontana in marmo, riadattata a lavabo».

Paris VI

L’ambiente che conduce alla doccia viene nobilitato dalla presenza di un’elegante ringhiera in ferro battuto, acquistata da un antiquario, che porta la firma di Raymond Subes, famoso fabbricante e commerciante di opere in ferro battuto del secolo scorso. «Tutte le ante del guardaroba sono realizzate come un patchwork fatto di specchi antichi».

Paris VI

Il letto, che arriva da Conran Shop, è posizionato al centro della stanza, provvista di un lussureggiante balcone. La panca imbottita in pelle arriva da un negozio di oggetti antichi di Saint-Ouen. Il parquet del pavimento è stato trattato con vernice nera.
Alla parete è appeso uno dei sublimi ritratti della fotografa olandese Desiree Dolron.

Paris VI

Adiacente alla camera da letto si trova un tavolo rotondo, con piano in pelle e base d’appoggio in acciaio inox spazzolato. Dietro, scorgiamo una celebre fotografia di elefanti, firmata Nick Brandt.