WEB RADIO

RMC Love Songs
 
RMC New Classics
 
MC2
 
Music Star Jovanotti
 
Music Star Coldplay
 
Radio Bau & Co
 
RMC Italia
 
Xmas Radio
 
Monte Carlo Nights Story
 
RMC BUDDHA-BAR Monte Carlo / Radio
 
Mina: Ieri Oggi e Domani
 
Music Star Giorgia
 
RMC 90
 
Radio Festival
 
Music Star Tiziano Ferro
 
Music Star Zucchero
 
Music Star Pino Daniele
 
Radio Monte Carlo FM
 
RMC 80
 
rmc
 
RMC Hits
 
RMC Great Artists
 
RMC Marine
 
Radio Kay Kay
 
RMC Duets
 

Addio, Dario

È scomparso Dario Fo, il grande artista premio Nobel per la letteratura, che amava definirsi un giullare

Addio, Dario

Dario Fo non c’è più e la notizia sembra quasi incredibile, perché l’artista, drammaturgo, attore, pittore, scenografo, Premio Nobel per la letteratura aveva accompagnato e vivacizzato per così tanti anni la vita culturale e sociale italiana e non solo, da essere diventato un punto di riferimento imprescindibile, una vera stella fissa della scena intellettuale.

Il teatro

Scomparso a 90 anni (era infatti nato a Sangiano, in provincia di Varese, nel 1926), per 70 si era dedicato intensamente al teatro, rivoluzionandolo completamente con la sua carica creativa, ironica, comica, dissacrante e lasciandoci adesso opere indimenticabili come “Mistero buffo”, “Settimo ruba un po’meno”, “Morte accidentale di una anarchico”, “Johan Padan a la discoverta de le Americhe”, “Sesso? Grazie, tanto per gradire”, “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe”, solo per citarne alcune dalla sconfinata drammaturgia di cui è stato artefice. Accanto a lui, la moglie Franca Rame, compagna d’arte e di vita per quasi sessant’anni, con cui Dario aveva segnato anche la vita politica e sociale italiana, grazie all’impegno comune contro le ingiustizie.

Non solo teatro, ma anche musica, pittura, televisione, cinema: Fo spaziava in ogni ambito artistico con divertita (ma mai superficiale) leggerezza. Aveva anche creato un suo beffardo idioma particolare, il grammelot, che incrociava artisticamente  dialetti locali, neologismi e lingue straniere.

Il Premio Nobel per la Letteratura

E, a premiare un talento tanto eclettico e poliedrico,  arrivava anche il Premio Nobel per la Letteratura, assegnatogli nel 1977.

Fama, polemiche, riconoscimenti e impegno non lo avevano mai cambiato. E fino all’ultimo la definizione che l’artista più amava dare di sé era quella del giullare. Che raccontava meglio di ogni altra tutto il suo spirito giocoso, impertinente, creativo e soprattutto teso a mettere in luce le ingiustizie a danno dei deboli. Perché anche la cultura e la letteratura, nella sua visione, potevano davvero cambiare il mondo.