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Il successo dipende dal nome che portiamo?

Nomi semplici e comuni ci aiuterebbero a lavoro. Ecco perché.

Il successo dipende dal nome che portiamo?

Nell’immaginario collettivo nomi originali e particolari (e anche un po’ insoliti) sarebbero più “belli”, in quanto attirerebbero di più l’attenzione. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Un recente studio metterebbe in evidenza, invece, il contrario: sarebbero i nomi più semplici a restare più impressi nella mente e addirittura ad aiutarci nella riuscita della vita lavorativa.

Secondo lo studio in questione, condotto dai ricercatori della New York University, avere un nome facile da ricordare e da pronunciare, quindi breve e anche comune, favorirebbe la sua memorizzazione e, per questo, risulterebbe essere anche più simpatico. Un motivo in più per soffermarsi a riflettere quando arriva il momento di scegliere il nome del proprio piccolo. Attenzione anche, dicono i ricercatori, all’abbinamento con il cognome. Insomma, bisogna fare in modo che il risultato sia qualcosa facile da pronunciare, e dunque da ricordare. Un nome che si memorizza subito è più ben accetto da chi è all’ascolto e questo, in ambito lavorativo (ad esempio ad un colloquio di lavoro), fa sì che ci si ricordi del candidato con maggiore facilità.

È un po’ lo stesso meccanismo che si innesca quando si sceglie il dominio di un sito internet: se vogliamo che l’utente lo ricordi, il nome scelto da digitare dopo il www deve essere semplice. Più è facile da pronunciare, più l’utente lo ricorderà.

A rafforzare queste teorie vi è un’altra ricerca, svolta dalla Northwestern University secondo cui quando una persona si presenta, al nostro cervello arrivano determinati impulsi che si traducono in un’impressione pressoché immediata. A tal proposito sono i nomi comuni, quelli tradizionali insomma, a dare un’idea di maggior fiducia. Così come i nomi femminili per un uomo e quelli maschili per una donna, al contrario, trasmetterebbero insicurezza.

Cosa fare allora se ci si ritrova un nome poco convenzionale? Uno dei consigli è quello di spiegare, al momento della presentazione, l’origine del nome: chi vi ascolta assocerà la storia al vostro nome e ricordarlo gli sarà più facile.


Occhio anche alle email: il nome scelto per il proprio indirizzo di posta in un certo qual modo ci rappresenta a lavoro. Può capitare in fase di registrazione che il nostro nome non sia disponibile. Molti optano per l’aggiunta dell’anno di nascita, ma non è una buona idea: dà un’impressione negativa. Meglio, piuttosto, scegliere una parola che richiami il proprio lavoro.