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Quando il baby sitter migliore è uomo: il boom di richieste

Più affidabile e paziente, oggi il baby-sitter è preferibilmente uomo: ecco la ricerca promossa da Vicker.

Quando il baby sitter migliore è uomo: il boom di richieste

La figura della baby-sitter è stata sempre declinata al femminile, probabilmente perché una donna richiama la figura materna, sembra sappia farci meglio con i piccoli di casa e di sicuro a intervenire in queste convinzioni vi è anche una sorta di retaggio culturale. Ma sarà davvero così corretto parlare di baby-sitter solo al femminile? Forse no! Eh già, perché pare che le ultime tendenze quanto alla ricerca, ebconseguente scelta, di qualcuno che accudisca i propri figli, si stiano orientando verso professionalità di sesso maschile.

A confermalo è uno studio realizzato da Vicker, in collaborazione con Donne e qualità della vita, associazione portata avanti da Serenella Salomoni, psicologa. Vicker è un’applicazione che consente di trovare e offrire diversi servizi: lavoratori in regola e qualificati  svolgono per noi le più svariate mansioni quotidiane, dalla pulizia della casa, al dog-sitting e dunque anche il baby-sitting.

L’applicazione ha un buon grado di rappresentatività. Pensate che negli ultimi 5 mesi sono stati effettuati 15 mila download e si sono concluse 800 transazioni.

A Roma e a Vicenza il 35% degli utenti sceglie baby sitter uomini

Ciò che è emerso dai dalle tendenze di Vicker è che in alcune città, ben oltre un terzo degli utenti alla ricerca di qualcuno che badi ai lori bambini, scelgono un uomo.  Così come è aumentata la candidatura di baby-sitter al maschile.

A spiegarlo è il cofondatore dell’applicazione, assieme a Matteo Cracco, Luca Menti: “In effetti, su Vicenza e Roma, le prime due città in cui abbiamo lanciato Vicker a pieno regime, il 35% degli utenti che ha richiesto un servizio di baby sitting ha poi scelto un uomo. E a Milano e Padova, dove abbiamo lanciato rispettivamente una e due settimane fa la campagna per la ricerca dei lavoratori per poi rendere il servizio operativo al 100% entro fine mese, più o meno un terzo delle persone che si sono candidate come babysitter sono di sesso maschile”.

Più pazienti, più giocherelloni, più puntuali

Come mai si è assistito a questo cambiamento? Dallo studio emerge che nel 63% dei casi il baby-sitter gioca con piacere con i bambini, nel 59% è più paziente e nel 55% dei casi è invece meno irritabile delle donne con la stessa mansione. Addirittura le mamme lo ritengono più affidabile (53%), oltre che maggiormente puntuale (43%).

Da non sottovalutare, poi, l’aspetto quasi personale. Spesso, infatti, le mamme tendono a innescare dinamiche competitive tra mamma e baby-sitter. Questo non avviene se a occuparsi dei bambini è un uomo, il quale pare seguire maggiormente le indicazioni materne. Succede nel 33% dei casi. Inoltre il 20% dei partecipanti alla ricerca risulta essere più incline a svolgere attività fisiche, e utilizzano un linguaggio più idoneo ai bambini.

Più affidabili sì, ma...

Come in tutti casi, anche qui c’è il rovescio della medaglia. Qualche difettuccio i baby-sitter devono pure averlo, e questi riguardano per lo più le attitudini casalinghe, sui quali gli uomini pare debbano ancora lavorare un po’. Il 64% infatti non ha dimestichezza con la cucina e, in particolare, con i cibi per bambini. Inoltre lo studio promosso da Vicker mette in luce che i baby-sitter nel 44% dei casi, vanno facilmente in ansia se sopraggiungono imprevisti.

Questione di affidabilità e fiducia

È evidente, in conclusione, che ciò che è cambiato sono i criteri di ricerca. Ciò che interessa all’utente, qualsiasi sia il servizio richiesto, non è più (fortunatamente) il genere di coloro i quali si candidano a svolgere una determinata mansione, quanto le loro competenze e l’affidabilità.

Inoltre, la fiducia che si sente di poter riporre nell’applicazione stessa, fa la sua parte: questa, infatti, va ad aumentare ogni volta che l’utente si ritiene soddisfatto del servizio ricevuto. Come spiega Luca Menti “Va da sé che dopo un servizio per una riparazione e in seconda battuta per la cura della propria persona l’utente faccia un ulteriore investimento di fiducia […]. A quel punto l’utente si fida talmente tanto di Vicker che poco importa il sesso del baby sitter. Quel che conta sono le referenze dei lavoratori e i feedback lasciati dagli altri utenti sui lavoratori stessi che, rapportati ovviamente al numero delle candidature avanzate, ci consentono di parlare di un vero e proprio boom di richieste per baby sitter di sesso maschile”.