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Anche i miliardari… rubano in hotel!

Il direttore di una catena alberghiera rivela le inconfessabili abitudini dei vip. Con tanto di lista degli oggetti più trafugati…

Anche i miliardari… rubano in hotel!

Estate, tempo di vacanze, viaggi e… soggiorni in hotel. E qui arrivano le dolenti note. Perché spesso dalle camere degli alberghi vengono portati via numerosi oggetti, dagli accappatoi ai portacenere, che invece nella stanza dovrebbero restare. Per chi se ne appropria, si tratta solo di innocenti souvenir. Per gli hotel che subiscono il danno, si tratta invece di un vero e proprio furto. Se pensavate però che fossero solo i comuni turisti a nascondere in valigia qualche ricordino del loro soggiorno, vi sbagliate! Anche i miliardari indulgono al vizietto.

Gli oggetti più ambiti

A rivelare questa notizia all’agenzia AdnKronos è stato Salvatore Madonna, a capo della catena Soft Living Places. Hotel prestigiosi, in cui una suite può costare 5000 euro per notte. Ebbene, è proprio da queste camere da mille e una notte che svaniscono misteriosamente svariati oggetti. Il più ambito? Un grande classico: l’accappatoio. «Una delle cose più ambite credo sia ancora l'accappatoio di spugna con logo dell'albergo» racconta Madonna. «È uno degli oggetti che viene preso più volentieri, seguito subito dopo dal posacenere e dall’ombrello». La lista prosegue con shampoo, bagnoschiuma, ciabatte in spugna, grucce, sacchetti cortesia di stoffa, calzascarpe in legno. L’ammontare  di queste “sottrazioni” può arrivare in un anno ai 5000 euro. «Se viene rubato o portato via l’ombrello dell’albergo, è comunque divulgare il proprio logo al di fuori della struttura», spiega Madonna. «Ci sono elementi che ci fa piacere vengano presi e altri un po' meno».

La lista dei sospetti

L’imprenditore confessa anche di avere una lista segreta in cui riporta i nomi dei clienti sospetti, anche se naturalmente si rifiuta di divulgarla. Ma perché si scatena l’irresistibile impulso di appropriarsi degli oggetti trovati in camera? Per Madonna si tratta dell’ «aver trovato un prodotto, un oggetto di non facile reperibilità che si vuole prendere per un piacere intrinseco perché non lo si trova da un’altra parte e allora intanto lo prendo. Altre volte sono elementi che qualcuno porta a casa sua per cercare di farli propri e quindi richiedere a un negozio o a qualcuno che li possa riprodurre proprio perché li trova particolarmente piacevoli».

È proprio vero, insomma: il denaro non compra proprio tutto…