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Ecco a voi l'uomo più cattivo d'America

Ecco a voi l’emblema dell’immoralità: un imprenditore americano che ha pensato di arricchirsi grazie a malattie rare e gravi. Ma ha dovuto fare marcia indietro.

Ecco a voi l'uomo più cattivo d'America

Chi è Martin Shkreli? In un tweet è stato definito “l’uomo più cattivo d’America”. Potremmo chiamarlo anche “l’uomo dal cuore di ghiaccio”. Ma perché?

Martin Shkreli è un imprenditore americano di origini albanesi nato e cresciuto nel quartiere newyorkese di Brooklyn, ha 32 anni e ha fatto parlare di sé non solo in America, ma in tutto il mondo. La sua fama, però, non è legata a nulla di positivo.

Martin Shkreli è il CEO della Turing Pharmaceuticals. L’ultima “idea” per la sua azienda è stata quella di acquistare il brevetto del Daraprim, un farmaco antivirale usato soprattutto dai malati di AIDS, di tumore e di toxoplasmosi, alzando il prezzo di ogni singola pillola da 13 a 750 dollari - un aumento del 5000% avvenuto in un giorno solo che ha scatenato l’ira ma anche il panico di migliaia di malati.

Ma Shkreli aveva fatto conoscere la sua avidità al mondo anche prima di passare alla Turing Pharmaceuticals sempre per un altro caso simile a quello del brevetto del Daraprim.

Tra il 2011 e il 2014 Shkreli lavorava per la Retrophin, un’azienda farmaceutica che aveva fondato in società con Marek Biestek. Anche qui aveva avuto una delle sue idee “geniali” da business man: aveva comprato i diritti per la vendita del Thiola, un farmaco utilizzato per il trattamento della cistinuria, una rara malattia genetica che colpisce i reni causando la formazione continua di calcoli molto dolorosi, ma che può provocare anche gravi danni agli organi e in alcuni casi la morte. Il passaggio successivo è stato un aumento di quasi il 2000% sul costo di ogni pillola: da 1,50 a 30 dollari a compressa. Possiamo immaginare - o forse no - il danno che ha rappresentato questa operazione su quei pazienti che devono assumere dalle 5 alle 10 pillole al giorno per tenere sotto controllo la malattia!

Perciò, dopo il “bis” alla Turing Pharmaceuticals con il Daraprim, Shkreli è stato sommerso da una valanga di critiche e condanne morali non solo da parte di medici e pazienti, ma anche di politici e personaggi pubblici.

Judith Aberg, direttore del reparto infettivo del Mount Sinai Hospital di New York ha dichiarato così le sue paure: “C'è il rischio che i medici inizino a prescrivere medicine meno efficaci, ma meno costose".

“Vergognoso” è come ha definito il comportamento del giovane imprenditore Hillary Clinton.

Ma un giorno, all’improvviso, Martin Shkreli ha annunciato di fare marcia indietro e riportare il farmaco a un prezzo ragionevole.

Qual è stata la causa di questa ritirata? Secondo le sue parole si sarebbe reso conto dell’immoralità della scelta. Ma si sospetta che il suo cuore non si sia davvero sciolto tutto d’un tratto. Infatti forse non è un caso che l’annuncio del dietrofront sia arrivato proprio dopo un crollo in borsa delle azioni dell’azienda. E infatti, a dimostrazione che la sua anima non si sia convertita alla pietà, Shkreli ha dichiarato che abbassare il costo del farmaco lo costringe a una “drastica riduzione del personale” nonché a un “taglio ai costi destinati alla ricerca”.

Strano! Non ce lo saremmo mai aspettati da uno che è capace di fare business sfruttando a proprio vantaggio le malattie rare e incurabili, infischiandosene di persone che soffrono e che spesso dopo la malattia trovano la morte.

Uno che alla domanda “Ma come fai a dormire la notte?" ha avuto il coraggio di rispondere: "Lo sai bene, Ambien!”, dove “Ambien” non è il nome di chi gli ha fatto la domanda, ma un farmaco contro l’insonnia!