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I 5 trucchi della nonna per vivere meglio

Ecco 5 consigli tramandati dalle nostre nonne che ci aiutano a vivere meglio, mangiare bene e risparmiare.

I 5 trucchi della nonna per vivere meglio

Mangiare sano e volersi bene spesso sono sinonimi. Un’alimentazione corretta - ormai si sa - non si ottiene soltanto contando le calorie e riducendo le porzioni. Dovremmo conoscere meglio gli alimenti che ingeriamo, proprio come si fa quando conosciamo una persona. Sapere da dove vengono, come sono stati prodotti, che processo hanno subito prima di arrivare sulla nostra tavola. Partiamo da un assunto: un alimento è molto di più della somma dei suoi singoli elementi costituenti.

In più, volersi bene significa anche voler vivere in un ambiente sano. Il contesto in cui viviamo influisce molto su come diventiamo.

Oggi siamo nell’era del bio e del km 0, del vegan e del macrobiotico. Tutti concetti che ci riportano alla terra, al genuino. Ma anche ad una qualità dei prodotti superiore e, di conseguenza, ad un costo della vita più alto.

Spesso dimentichiamo che i rimedi per uno stile di vita che sia nello stesso tempo genuino ed economico possono trovarsi più vicino di quanto pensiamo: stanno nella nostra memoria e sono gli insegnamenti tramandati dalle nostre nonne.

Ecco 5 trucchi della nonna per vivere meglio, risparmiare e rispettare l’ambiente.

1. Fare la spesa al mercato

Perdersi tra le voci, i profumi e i colori del mercato alimentare ha sempre un non so che di romantico, come ne Il favoloso mondo di Amelie. Romanticismo a parte, fare la spesa al mercato ha molti vantaggi: dall’ampia possibilità di scelta alla grande disponibilità dei prodotti di stagione; dal rapporto diretto con il venditore alla possibilità di contrattare sul prezzo. Il mercato ci fa risparmiare (secondo le stime circa il 15% rispetto al supermarket e dal 20 al 30% rispetto al negozio tradizionale), mangiare cibi più sani ed evitare lo spreco di imballaggi di carta e plastica.

2. Comprare prodotti che provengono dalle vicinanze: il km 0 e il bio!

Uno dei “must” della nostra nonna era il km 0! Lei però non lo chiamava così. Comprare la verdura del contadino, il pesce appena pescato e la carne delle nostre terre è un vantaggio non indifferente. Ci consente di assumere cibi non trattati chimicamente, senza OGM e ricchi di sostanze nutrienti: quello che oggi viene definito bio. In più sostiene la filiera corta, ovvero il rapporto diretto tra produttore e consumatore, senza intermediari, molto importante per creare un rapporto di fiducia tra il contadino, il pescivendolo o il macellaio e noi che facciamo la spesa.

3. Fare la “spesa di gruppo”

Le nostre nonne andavano al mercato con una sorella, una cugina o un’amica e facevano una spesa collettiva. Poi, una volta tornate a casa, dividevano tutto. Ciò permetteva loro di diminuire il prezzo dei prodotti ed essere più attente alla qualità. Questa è una prassi molto vantaggiosa da seguire e, infatti, negli ultimi tempi è stata adottata da moltissime persone: quasi 8 milioni di italiani hanno deciso di fare la spesa partecipando ai cosiddetti Gruppi di acquisto solidale (Gas). L’obiettivo dei Gas, gruppi di parenti, condomini, amici e colleghi, è quello di fare la spesa a condizioni vantaggiose ma, soprattutto, ottenere un rapporto qualità-prezzo migliore, cibi biologici e a km 0, avere rispetto per l'ambiente e attenzione ai piccoli produttori.

4. Preparare conserve e confetture in casa

Con un po' di tempo a disposizione e voglia di fare possiamo risparmiare e mangiare meglio. Per le nostre nonne era inconcepibile comprare la passata di pomodoro o la marmellata in bottega o al supermercato. Tutto veniva prodotto rigorosamente tra le calde e profumate mura della cucina. Certo, questo richiede un po’ di sacrificio e di organizzazione. Le nostre nonne, nella maggior parte dei casi erano casalinghe e trascorrevano molto tempo a casa. Ma se ci teniamo a mantenere uno stile di vita sano senza spendere una fortuna forse è il caso di riprendere alcune abitudini che si sono perse.

5. Bere l’acqua del rubinetto

Il massimo sarebbe poter fare come le nostre nonne: andare a prendere l’acqua ad una fonte, magari in montagna. Vista però la difficoltà di farlo, l’alternativa è quella di bere l’acqua del rubinetto, evitando di comprare l’acqua in bottiglia. Diversi studi hanno rivelato che l'acqua del rubinetto non ha nessuna differenza rispetto a quella in bottiglia. Anzi, una differenza c’è: il prezzo. Quello che paghiamo comprando l’acqua al supermercato è tutto il business che ci sta dietro: pubblicità, trasporto, imballaggio e smaltimento. Un business che incide sia sul portafoglio che sull’ambiente. Bevendo l’acqua del rubinetto - la cosiddetta “acqua del sindaco”, che viene controllata annualmente - risparmiamo e sappiamo cosa beviamo. E se bevendo l’acqua del rubinetto sentiamo quel leggero sapore di cloro, basta lasciare l’acqua in una brocca per circa 10 minuti prima di bere: il cloro, essendo un elemento volatile, evaporerà!

Cosa ne pensi? Conviene provare i rimedi della nonna?