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Ecco perché piangere fa stare bene, 90 minuti dopo!

Versare lacrime è sempre stato un gesto di cui vergognarsi. Adesso non è più così, lo dice uno studio scientifico: piangere fa bene all’umore!

Ecco perché piangere fa stare bene, 90 minuti dopo!

Don't hang your head in sorrow, and please don't cry” (Non affliggerti, non abbassare la testa. Ti prego non piangere) cantavano i Guns ‘N Roses nella bellissima Don’t Cry.

Oggi, dopo uno studio dello scienziato Asmir Gračanin dell’università di Tilburg, nei Paesi Bassi, forse dovremmo fare il contrario: Let’s Cry! Piangiamo!

Stando ai risultati della ricerca, se quando guardiamo una persona piangere pensiamo che stia soffrendo e proviamo dispiacere per lei, sbagliamo!

Certo, sul momento il pianto è la reazione a uno stato di forte depressione e sgomento, ma dopo un po’ di tempo – 1 ora e mezza, per l’esattezza – la situazione migliora decisamente.

Non solo passa la tristezza, ma ci si sente addirittura meglio rispetto al momento prima di piangere: “Si tratta del primo studio che abbia dimostrato una relazione chiara fra il pianto sperimentalmente indotto e una seguente sensazione di miglioramento sul lungo periodo”, scrive il dott. Gračanin.

La ricerca è stata pubblicata su Motivation and Emotion, rivista scientifica di psicologia e scienze del comportamento, e ha presentato un’analisi condotta su 72 volontari a cui è stato fatto vedere un video con scene strappalacrime prese da diversi film.

L’analisi è stata condotta misurando l’effetto del video sulle “cavie” in 3 fasi:

1) subito dopo il film. In questa fase due scienziati hanno controllato se i bulbi oculari fossero bagnati.

2) 20 minuti dopo il video e il pianto.

3) 90 minuti dalla fine del video.

Ai volontari è stato sottoposto uno stesso questionario nei diversi momenti dell’esperimento: prima del film, subito dopo il video (fase 1), 20 minuti dopo il video (fase 2) e 90 minuti dalla fine del video(fase 3).

Il risultato è particolare: da una sensazione di tristezza e turbamento avuta subito dopo il film, le “cavie” hanno fatto registrare un ritorno alla stabilità dopo 20 minuti. Ma la sorpresa arriva dopo 90 minuti dalla fine del video e anche del pianto: un netto miglioramento dell’umore, una sensazione di benessere e sollievo.

Dopo l’iniziale deterioramento del proprio stato d’animo al termine del pianto, ci vuole del tempo non solo per recuperare ma anche per sentirsi sollevati al di sopra dei livelli iniziali”, spiega il dott. Gračanin.

Rallegriamoci, allora! Piangere non è più un tabù. Si può e si deve piangere, non bisogna vergognarsi. Probabilmente dare sfogo alle proprie sensazioni, soprattutto se negative, è la chiave per la felicità. O almeno per raggiungere uno stato di benessere psicologico.