L'esperimento sociale

La moda low cost svelata nei suoi lati oscuri

L’esperimento sociale del Fashion Revolution Day apre gli occhi ai consumatori

Centro di Berlino, Alexanderplatz. Un distributore automatico di T-shirt al costo di due euro attira l’attenzione dei passanti che si avvicinano per acquistarne una inserendovi la moneta. L’apparecchio non si limita però a vendere magliette: su uno schermo proietta immagini di una verità troppo spesso taciuta seppur universalmente riconosciuta. Si tratta di un video su Rana Plaza, l’edificio in Bangladesh che ospitava numerosi laboratori tessili, dove gli operai (tra cui anche bambini) lavoravano in condizioni disumane per produrre T-shirt destinate ai più famosi brand occidentali. Il palazzo crollò il 24 aprile del 2013 (oltre mille le vittime), rivelando le orribili condizioni di sfruttamento praticate sui lavoratori.

Il distributore di T-shirt è stato installato per dar vita a un esperimento sociale in occasione del Fashion Revolution Day, che la settimana scorsa ha ricordato l’avvenimento. Gli organizzatori vogliono suscitare nei consumatori occidentali la coscienza di acquisti fashion consapevoli, prodotti da compagnie che non sfruttano la manodopera del Terzo Mondo e si servono di laboratori in cui i lavoratori sono tutelati sia nel compenso economico sia nelle misure di sicurezza.

Striscereste la vostra carta di credito alla cassa, se dietro alla commessa ci fosse un enorme cartellone che mostra le condizioni di lavoro imposte dalle multinazionali ai Paesi in via di sviluppo? Il distributore automatico ha fatto vedere come le persone, dopo aver visto le immagini che apparivano improvvisamente al momento dell’inserimento della moneta, non accettano di pagare nemmeno due euro, prendendo coscienza di ciò che comporta il loro acquisto.

Ecco il video che riprende le reazioni di chi ha provato a inserire la moneta.

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