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Carlo Conti si difende dalle accuse per il suo cachet

Sale la polemica per il compenso del conduttore. Difeso da tanti, tra cui anche Fiorello

Carlo Conti si difende dalle accuse per il suo cachet

Carlo Conti non accetta le accuse che riguardano il suo cachet, giudicato eccessivo da molti e diventato sui social oggetto di una polemica dagli accenti molto aspri. Il conduttore ha espresso la sua opinione sul caso in un'intervista concessa al settimanale Chi: «Mi dispiace molto. Comprendo il sentimento che parte da un disagio che c’è nella società, ma bisognerebbe sapere i fatti. Non perché un giornale fa un titolo e scrive una cifra allora è quella giusta e viene cavalcata in maniera populistica».

I fatti

La cifra in questione ammonta a 650.000 euro e comprende il compenso sia per la figura di direttore artistico che per quella di conduttore. A chi vorrebbe che tanto denaro andasse alle persone meno fortunate, Conti ribatte: «Ci sono altri modi in cui ciascuno di noi fa qualcosa per chi vive un’emergenza, ed è bello se rimane privato. Se quello che devolvo in beneficenza lo devo rendere pubblico per farmi bello allora perderebbe di quella forza che parte da un comandamento: 'Ama il prossimo tuo'. Se voglio fare qualcosa di importante per gli altri mi sento più ricco se non lo faccio sapere. Ho sempre pensato di dover restituire la grandissima fortuna che ho avuto nella vita e nel lavoro. Quello che mi dispiace è l’attacco personale, gratuito, senza sapere le cifre, senza sapere che negli ultimi due anni il Festival ha prodotto ricchezza per la Rai, senza sapere che molti programmi si ripagano con la pubblicità non attingendo minimamente al canone anzi portando utili importanti».

Le parole di Fiorello

A difesa di Conti si è mosso anche Fiorello,  che nella sua edicola mattutina ha parlato del collega: «È vittima del Festival dell’insulto... Ha cominciato a lavorare nei teatrini e nei localini. Cercava di fare le serate, gli sbattevano le porte in faccia. Lui pensava solo a lavorare e così ha cominciato a salire, senza raccomandazioni. Piano piano sono arrivati i primi bagliori, i primi successi, corredati anche da delusioni. Ma lui continuava a lavorare. Finché entra in Rai e conduce un programma per ragazzi. Poi a 54 anni suonati approda a Sanremo, arriva al massimo e riesce pure a guadagnare dei soldi. Può dare al figlio quello che lui non ha avuto quando era ragazzo, cresciuto senza il papà, con la mamma che doveva lavorare. E il risultato qual è? Lo insultano perché nella vita ce l’ha fatta. Questo è il nostro Paese, quando ce la fai ti insultano, devi essere punito».

Il comunicato della RAI

A mettere in chiaro la vicenda è poi un comunicato della RAI, che precisa come le cifre pagate al conduttore siano quelle imposte dal mercato. L'azienda precisa che il contratto prevede un doppio ruolo per Carlo Conti, che è sia conduttore che direttore artistico: due figure che in passato erano separate e prevedevano quindi compensi diversi. Infine, la Rai ha ricordato che «Sanremo non pesa sulle risorse derivante dal canone, da due anni è in attivo grazie al contenimento dei costi e ad introiti pubblicitari e ricavi commerciali per un totale stimato quest’anno di 23 milioni di euro».