Laura Pausini firma i Baci Perugina a San Valentino

Laura Pausini firma i Baci Perugina a San Valentino

Dopo Tiziano Ferro e Fedez, è l'artista a scrivere le dediche contenute nei cartigli dei celebri cioccolatini

E' Laura Pausini a firmare quest’anno, per San Valentino, i Baci Perugina, che sfoggeranno così tutto il romanticismo delle parole dell'artista. La cantante, che durante la sua carriera ha venduto 70 milioni di dischi e cantato l’amore in tutto il mondo,  ora sarà anche sui cartigli dei Baci con 33 versi tratti dalle sue canzoni più belle e con dieci dediche pensate apposta per i fan. «La faresti una pazzia? Sai come si fa una pazzia?» o «Le cose più belle della vita non sempre si vedono con gli occhi» sono alcune delle dediche che si potranno fare. La campagna, battezzata "Autografi d'amore", ha coinvolto, negli anni precedenti, Tiziano Ferro e Fedez. C’è anche un hashtag dedicato all’iniziativa: #IoELaura.

 

Sono giorni speciali per i suoi fan: in queste ore è arrivato anche il suo nuovo video, "Colpevole", nel quale rende un bellissimo omaggio a David Bowie e a un’immagine iconica di Virna Lisi, quella in cui l’attrice giocava a farsi la barba per una storica copertina del magazine Esquire. «Non voglio paragonarmi a nessuno di questi personaggi, sono solo ispirazioni artistiche che mi hanno aiutata a raccontare la mia canzone», ha spiegato Laura, parlando del video, che è stato diretto dagli Sugarkane, Leandro Emede e Nicolò Cerioni.

 

Laura Pausini sta vivendo un momento magico. Non solo il nuovo album, con video per ogni singola canzone, e l’avventura con i Baci Perugina, ma anche una nuova nomination ai Grammy Awards (la cerimonia sarà il 12 febbraio a Los Angeles) nella categoria best Latin Pop, per "Similares", la versione spagnola di "Simili". Una nomination che arriva a dieci anni di distanza dalla vittoria con "Resta in ascolto". La Pausini ha anche spiegato al quotidiano La Repubblica come è cambiata negli ultimi anni: «Non mettevo mai me stessa come primo argomento. Invece in certi casi non solo è necessario, ma è anche giusto. Per crescere ho imparato a dire “io"».

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