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George Michael: una storia di famiglia funestata dai suicidi

Il Mirror racconta le morti del nonno e dello zio del cantante inglese. E James Corden rende omaggio a George ricordando il primo Carpool Karaoke che lo vide assoluto protagonista

George Michael: una storia di famiglia funestata dai suicidi

Quella di George Michael è una storia di famiglia funestata dai suicidi e ora, dopo la tragica scomparsa dell'artista, c'è chi sospetta che la sua morte possa essere stata volontaria. Il Daily Mirror ha ripercorso le vicende familiari del cantante, ricordando come lo zio Colin si fosse tolto la vita proprio nel giorno del 1963 in cui George venne al mondo  nel 1963. A distanza di qualche tempo anche il nonno del cantante si tolse la vita allo stesso modo. A rivelarlo in un'intervista fu lo stesso Michael: «Si sono uccisi entrambi con il gas. Ed in entrambi i casi è stata mia madre a trovarli». Lo zio credeva di essere gay e questa potrebbe essere stata una delle cause del suo suicidio. Per questo il cantante nascose la sua omosessualità alla madre fino all'età di 29 anni: «Mia madre aveva paura del fatto che fossi gay. Aveva paura che fossi come suo fratello e che come lui non avessi saputo fare i conti con la vita». 

Il ricordo di James Corden

Tra le celebrità che hanno ricordato l'artista c'è James Corden, che ha dedicato un momento del suo Late Late Show al cantante inglese, con il quale aveva registrato il primo episodio di quello che poi sarebbe diventato il famoso Carpool Karaoke, in cui il conduttore e una star cantano insieme in auto: «Con George è stata la prima volta che ho cantato in macchina con qualcuno. Ed ora è diventata una parte importante della mia vita, che lui ha ispirato. Quando abbiamo iniziato il programma provavamo a convincere gli artisti a fare questa cosa, ma solo dopo che l'ha fatta lui, Mariah Carey decise di accettare. Mi disse che se andava bene a George, andava bene anche a lei».