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Jovanotti: «non ho mai detto che è giusto lavorare gratis»

Il cantante risponde alle polemiche su Twitter nate da un suo intervento all’Università di Firenze

Jovanotti: «non ho mai detto che è giusto lavorare gratis»

«Ora va bene tutto, ma io di passare come quello che oggi avrebbe detto che è giusto lavorare gratis non ne ho nessuna intenzione, per il semplice fatto che non l'ho detto e non lo penso. Se qualcuno ha voglia e tempo di ascoltare quello che ho detto questo è il link della JovaTV dove c'è tutto l'incontro». Jovanotti non ci sta e replica con queste parole, pubblicate sulla sua bacheca Facebook, alle critiche e alle polemiche social nate dopo il suo intervento all’incontro di ieri, mercoledì 3 giugno, con gli studenti dell’Università di Firenze.

Lavorare gratis?

Durante il lungo discorso, che ha toccato i più svariati argomenti – dalla politica, alla visione della realtà contemporanea fino ad aneddoti personali e famigliari - Lorenzo Cherubini ha anche raccontato, rispondendo a una domanda sulle chance di trovare lavoro all’interno del mondo culturale, di come in America e in Argentina molti giovani, pur di vivere un’esperienza elettrizzante e coinvolgente in eventi musicali internazionali di enorme portata, decidano di fare i volontari e di lavorare gratis. Apriti cielo: queste parole hanno innescato una vera e propria polemica su Twitter perché molti utenti hanno tradotto il Jova-pensiero in un: “Per Jovanotti lavorare gratis è giusto”.

Le parole di Lorenzo

Il video dell’incontro all’Università di Firenze, che è stato postato su Jova TV, chiarisce il punto di vista del cantante: «Ultimamente ho partecipato con la mia musica a dei festival negli Stati Uniti e in Argentina. Cose molto grandi, con centinaia di migliaia di persone. C’erano tantissimi ragazzi che lavoravano e mi chiedevo chi li pagasse. Mi hanno detto che erano volontari che per tre giorni avevano deciso di dare una mano. Eppure non erano eventi di beneficenza ma una vera e propria industria, con imprenditori che organizzavano, tanti sponsor. E questi accettano di fare il lavoro gratis? La risposta è stata che sì, comunque è un’esperienza importante, vivono il mondo della musica da dentro. Ma la domanda per me è rimasta: fanno tutto gratis, che significa? Significa che comunque quel lavoro non è gratis: hanno partecipato a una cosa, hanno costruito qualcosa dentro di sé».

Gli aneddoti personali

Il discorso poi continua con un aneddoto divertente tratto dall’infanzia dell’artista: «Quando ero bambino facevo tutte le sagre, andavo a servire alla sagra della bistecca e ogni anno facevo il cameriere gratis. Qualcuno mi dava qualcosa a fine serata. Io mi divertivo come un pazzo. Imparavo a essere gentile con le persone, imparavo un sacco di cose. Quel tipo di volontariato per me era una festa. Avevo 14 o 15 anni».

Un fratello maggiore

Il dott. Cherubini, che inizierà il tour Lorenzo negli stadi 2015 il 20 giugno ad Ancona, si è poi rivolto agli studenti come un fratello maggiore, incoraggiandoli a essere se stessi nonostante le grandi difficoltà e sfide da affrontare ai giorni nostri: «Mi dovete ascoltare come un fratello maggiore o un genitore. Si possono fare un sacco di cose. La vostra vita potrebbe essere quello che voi volete. Con una giusta dose di anticonformismo, visionarietà, molto coraggio e con desiderio di rompere gli schemi che vi hanno costruito intorno, voi potete fare della vostra vita qualsiasi cosa. Il vostro atteggiamento è la più grande delle lauree, delle conoscenze, lo spirito con il quale affrontate le cose è quello che fa cambiare le cose. Le cose si cambiano così».

L. Mottaran