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Lamborghini Aventador

Lamborghini Aventador

Dodici cilindri, 700 cavalli, oltre 350 km all'ora, una accelerazione da 0 a 100 in 2''9, una frenata da 100 a 0 in appena 30 metri. Costo del "giocattolo”, 263 mila euro, IVA esclusa. Come dire 315 mila o giù di lì. E poi gli optional, che non possono mancare in questa Lamborghini Aventador. L'ultima nata in S.Agata Bolognese rappresenta il meglio della tecnologia a 4 ruote stradale, tanto che su questa vettura basterebbe montare un roll bar, un estintore e 4 gomme slick per metterla in pista senza nessuna aggiunta. Il telaio, infatti,è in carbonio, proprio come una F.1, le sospensioni hanno lo schema push rod e il motore V12 a 60 gradi tira fuori i 700 CV che bastano e avanzano. C'è poi anche la trazione integrale, per cui il sogno a 4 ruote è completo. Ma come si guida una vettura del genere? Siamo stati a Vallelunga nell'ambito delle celebrazioni Roma Capitale per capire che sto oggetto misterioso altro non è che una macchina come le altre. Metti il cambio in normal, acceleri e vai a far la spesa. Lo metti in sport e senti che cambia prima, lo giri in corsa, e ti spara nella schiena con la pedata del turbo anche se è un motore aspirato. E' incredibile la botta che senti nella schiena quando arrivi attorno agli 8 mila giri al minuto, cambia la musica dagli scarichi, senti che la belva si sveglia e tira fuori le unghie, è un toro scatenato, un aggressore (aventador come la razza spagnola di tori da combattimento) una robetta da gestire con calma ma poi, una volta in pista, scopri che fa quello che vuoi. Tu chiedi e lei esegue. Se tu sei bravo, lei di più. Più vai oltre e più scopri che ce ne è. Ma dove è il limite, lo sanno in pochi, quelli che ci lavorano e le collaudano, per gente normale, quando arrivi a 242 all'ora in staccata, ti attacchi ai freni in carbo ceramica, senti i 20 pollici dei Pirelli P Zero stridere sull'asfalto, guardi attorno e ti dici:”Ma quanto cavolo sto andando forte?” per scoprire che il collaudatore, braccio sul finestrino, ti passa a palla perché ce ne è ancora, ma tanto! E' un pianeta folle, riservato a pochi ed è una rabbia incredibile scoprire che su 1000 acquirenti (un anno e mezzo di attesa per averla…) saranno davvero pochi quelli che tireranno fuori tutto il possibile. E' uno spreco a 4 ruote che fa male al cuore, ma tanta grazia o la sfrutti in pista oppure sulla shoreline drive a Miami per fare il figo danaroso. Con l'aggravante che spesso hai pure la panza (ma in abitacolo ci entri lo stesso perché in Lamborghini le cose le fanno bene) e il conto corrente adeguato ma più di una alla volta non puoi rimorchiare. Ammesso che poi si concluda felicemente la serata perché se vai in giro con l'Aventador (che sostituisce la Murcielago) l'attenzione è tutta per lei piuttosto che per la fortunata di turno al fianco. Tecnicamente i ragazzi della Lambo si sono superati anche nei consumi e nelle emissioni. Meno 20 per cento, un grazie dall'ambiente, un po' meno dal benzinaio. Scoprire che chi compra certi oggetti è anche attento all'ambiente, fa sorridere. Ma è la nuova tendenza, lo sport sostenibile, così come la vita di tutti i giorni. E qui, con la Aventador che fa da contorno, la vita ti sorride appena metti in moto, appena senti il V12 che canta e il cambio (60 millisecondi gli innesti) che fan tanto F.1. Bella, stupenda, un po' "ignorante” quando la guidi (colpa del carbonio e di un telaio rigido da corsa) del tutto inutilizzabile al limite, ottima per andare a far la spesa tanto è elastica e docile. Bellissimo poterlo raccontare. Almeno una volta, nella vita, i sogni si toccano con mano, perché se guardi al conto corrente, una lacrimuccia ti viene e al pensiero di quanto costa, fai in fretta a pensare alle alternative della vita che potresti avere, spendendo meno, ma forse godendo molto meno rispetto a questo sogno a quattro ruote.

Paolo Ciccarone

Lamborghini