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MASERATI MC a Monza

MASERATI MC a Monza

Così simile, così diversa. Dodici mesi dopo la Maserati Granturismo MC si ripresenta a Monza per il secondo appuntamento stagionale del trofeo con una nuova veste grafica e con novità sotto la pelle. I freni, per cominciare. Basta servofreno, ma un bel pedale con pompa AP e pinze Brembo modulabili da vera vettura da corsa, e con tante luci rosse sul cruscotto in caso di bloccaggio delle gomme in staccata. Così tanto per non sbagliarsi in frenata. E poi l'aerodinamica, splitter anteriore, scivolo estrattore dietro, inserimento più "hard” e uscita più "tosta”, tanto per far capire che non si scherza. E il motore, con una potenza portata a 488 CV contro i 450 dell'anno scorso, che pure bastavano e avanzavano. Ma siamo alla Maserati e allora, anche il cambio ha subito una rivisitazione, con una velocità di cambiata portata a 60 millisecondi. Roba da sballo, per capirci. E allora, primo impatto con la pista di Monza, tanto per capire che qua si fa sul serio e tempi sul giro più veloci di quasi due secondi. E primi problemi nel capire la frenata. All'inizio non si capisce come va, poi ci si prende "il piede” e i vantaggi si sentono, così come nella cambiata. Quest'anno è stata introdotta la multydown, in pratica tiri la leva in scalata e fa tutto l'elettronica, senza problemi di fuori giri o di inserimento nel momento sbagliato. Davvero comodo e in grado di farti guadagnare tanto in un giro di pista. A Monza il problema non è frenare all'ultimo momento quanto accelerare prima ed essere veloci in fondo al dritto. E a vedere i numeri di gara qualche dubbio viene. Ad esempio, uscita dalla Parabolica a 218 all'ora, contro i 216 della "mia” rivale, l'ungherese Anita Toht, e poi in fondo al dritto lei con 13 km/h in più della sottoscritta. Tempi sul giro, identici al millesimo. Boh, la matematica non sarà una opinione ma è la dimostrazione che qua c'è ancora tanto da capire…Passato il primo momento di apprendimento, si parte per la gara. Calma e gesso, niente invenzioni, il cuore che pulsa a mille e via lanciato che sorprende. Non tanto noi delle file dietro, quanto per il fumo dei primi sei che invece di fare la chicane vanno per prati. Seconda chicane, altro fumo e altro dritto. Arrivano a ventaglio alla Ascari, gomme dappertutto, chicane, pista e prati. Ragazzi, qua si rischia di far danni per cui, col cuore che batte a mille e duecento (sarà l'inflazione da cardiopalma…) si arriva con due vetture nel mirino. Staccata prima chicane, lunga, lunghissima. Ci sto, forse no. Li passo? Meglio lasciar stare, per cui, imitando i piloti di testa, via per prati alla prima chicane, ma macchina intatta. E qua, col cervello che torna leader, mi dico che non vale la pena buttare via tutto. Concentrazione, pulsazioni delle vene sotto al casco col ritmo del V8 Maserati che canta che è un piacere e la gara che va in sintonia. I tempi si abbassano, rispetto alle prove libere si toglie un secondo e mezzo, Anita Toth viene superata alla Roggia, Pawlicek e Leener sono poco più avanti. Dai box stanno per spingere mostrando i cartelli, ma la rimonta dal 19 posto a metà classifica rischia di essere vanificata da un eccesso di entusiasmo: non è il caso. E' il debutto di Motoridacorsa.it in gara, con marchio ufficiale sulla nostra numero 18 e la bandiera a scacchi è un imperativo. Eccola, in volata che sventola per noi. La gioia è tanta, la soddisfazione anche: la nostra Maserati ha completato l'opera e la voglia di riprovarci è tanta, i tecnici e i meccanici, il nostro ingegnere in testa, si complimentano, sanno in che condizioni abbiamo corso e questo ci soddisfa sempre più. Alla prossima, Motoridacorsa.it e Agnese sono pronti alla sfida.

Agnese Piazzalunga

Agnese Piazzalunga