WEB RADIO

RMC BUDDHA-BAR Monte Carlo / Radio
 
RMC Great Artists
 
RMC Duets
 
RMC Marine
 
RMC Italia
 
RMC 90
 
Radio Bau & Co
 
Radio Monte Carlo FM
 
Mina: Ieri Oggi e Domani
 
Radio Festival
 
Music Star Tiziano Ferro
 
MC2
 
Music Star Jovanotti
 
Monte Carlo Nights Story
 
Music Star Giorgia
 
Music Star Pino Daniele
 
Music Star Coldplay
 
Music Star Zucchero
 
Radio Kay Kay
 
RMC New Classics
 
RMC Love Songs
 
RMC 80
 
rmc
 
RMC Hits
 

Aston Martin Gt4

Aston Martin

Dici Aston Martin e pensi a James Bond, poi arrivi alla scuola di pilotaggio di Yas Marina ad Abu Dhabi e scopri che ne hanno una decina in configurazione GT4 per gli allievi e per chi vuole divertirsi un po'. E allora, visto il clima e il fatto che ti fanno girare senza tuta, si inforca un casco, se ne sceglie una e ci si avventura in pista per vedere come va. D'altronde, il test con la Maserati Trofeo e la GT4 l'abbiam già fatto, vedere come va una concorrente è il minimo. Sistemato l'abitacolo della numero 4, stiamo per partire quando ci fermano. Si è rotto qualcosa nella trasmissione e c'è olio dappertutto, ergo si passa su un'altra vettura, tanto è lo stesso. Qua non vanno tanto per il sottile: le vie di fuga sono ampie, di andare a sbattere non se ne parla e se anche fosse, non ci sono problemi, tanto è che ci fanno girare senza tuta omologata, basta il maglioncino e un paio di guanti da meccanico. Prima, però, per scoprire la pista, ci fanno fare il passeggero su una radical, biposto sport che ci lascia perplessi: non è né carne né pesce. Fa rumore, tira le marce, ma sei sempre lì che aspetti succeda qualcosa. Il nostro pilota, un locale, lo capisce e a furia di darci dentro si esibisce in un testacoda che Fantozzi avrebbe apprezzato. Finita la scuola pratica ci illustrano la teoria: dove andare con la macchina, come comportarsi in curva, le traiettorie etc… Istruttori rigorosamente inglesi anche se tutto il meccanismo è gestito da Gianluca Pilot, ex capomacchina di Massa e Schumacher alla Ferrari: si è trasferito a fine 2009 ad Abu Dhabi e segue questa scuola con profitto e bravura. Nel frattempo si passa alla vie di fatto, sistemate le cinture, si mette in moto e si scopre una macchina molto facile da guidare. Rispetto alla Maserati la semplicità d'uso è notevole. Sarà per il passo corto e la carreggiata adeguata, per i freni potenti ma semplici da gestire. Poi si comincia a fare sul serio e qua vengono fuori i limiti: il motore è un 4700 cc V8 da 410 cavalli. Si tira fino a 6700 giri al minuto ma per sentire qualcosa devi stare molto allegro coi giri motore, perché in basso è vuoto totale. Mentre col V8 Maserati, che sarà pure vecchio di concezione ma sempre attuale, sentivi la spinta fin da subito, con il V8 Aston Martin sei a spasso da turista e prima di avvertire la coppia devi superare i 5 mila giri. C'è poi il controllo elettronico, calmierato per la stampa, che non aiuta: il cambio, al volante, è lento rispetto a Maserati, così come il controllo di trazione e l'antispin oltre che all'esp, insomma è vestita da corsa ma si comporta da stradale. Arrivi a palla in fondo al dritto, oltre 220 all'ora, stacchi ai 100 metri, tutto ok poi apri il gas e taglia la potenza, limita lo slittamento, corregge l'imbardata. Bello da provare, ma se volevi capire il vero limite della macchina, bè ce ne vuole ancora perché invece di scivolare in curva, ti ritrovi impantanato col motore che rata e fatica a risalire, sembra quasi la vecchia Maserati Coupè del trofeo del 2003, con tutti i controlli elettronici andava forte chi non li faceva entrare in funzione. Per questo non si è capito come si comporta una volta staccato tutto e rimesso l'elettronica al suo posto. Col serbatoio centrale e gli sbalzi, l'impressione è che una volta al limite sia meno controllabile rispetto alla Maserati Trofeo, che conserva un sottosterzo in ingresso che aiuta a capire cosa succede e un motore bello pieno che ti tira fuori dai casini, anche se i rapporti della Maserati sono troppo lunghi (a Monza, per intenderci, non si mette mai la sesta!) mentre l'Aston Martin sputa subito tutti i rapporti a disposizione e quindi pare più equilibrata, anche se come detto il vuoto ai bassi regimi "ti obbliga” ad avere rapporti più corti altrimenti resti al palo. In ogni caso, l'unico punto in comune fra le due splendide vetture sono le gomme: Pirelli ha fatto un gran lavoro e resta il fatto che le coperture non hanno accusato il minimo problema, dando serenità e sicurezza sia in prova sia nelle gare fatte con Maserati.


Paolo Ciccarone