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Sparco: la lavorazione del carbonio crea posti di lavoro

Sparco: la lavorazione del carbonio crea posti di lavoro
sparco

In un momento in cui il mercato delle auto ha un crollo abissale, i posti di lavoro sono a rischio e il futuro è grigio, c'è un fascio di luce che viene dal segmento delle supercar. E questo fascio lo accende la Sparco, azienda leader torinese nel settore del motor sport e auto motive. Grazie alla ricerca e allo sviluppo, in collaborazione col il Politecnico di Torino e il Centro Europeo di Design, a Volpiano nell'ultimo anno hanno assunto 100 dipendenti nel settore della lavorazione del carbonio per le supercar. Merito delle commesse ricevute da Lamborghini, Ferrari, Aston Martin, Maserati e altri marchi internazionali. Le lavorazioni specialistiche di componenti in composito e la richiesta di auto dalle prestazioni monstre ha portato il gruppo Sparco, presente con i propri stabilimenti in tre continenti (Nord Africa, Brasile e Stati Uniti oltre che Italia) a portare il fatturato oltre i 45 milioni di euro con un incremento previsto anche per il 2013. Oltre il 10 per cento, quindi quasi 5 milioni di euro, sono dedicati alla ricerca e allo sviluppo che ha consentito all'azienda di assumere, con contratti a tempo indeterminato, un centinaio di lavoratori che, vista la particolare natura delle lavorazioni del carbonio, hanno pure un premio produzione superiore del 40 per cento rispetto ad altri. Lo spiega il presidente Aldino Bellazzini: "La gente deve venire in fabbrica contenta del proprio ambiente di lavoro, deve mettere attenzione in quello che fa perché la lavorazione dei pezzi in carbonio per auto che costano oltre 300 mila euro deve essere perfetta e per rendere al meglio, un dipendente deve essere sereno e lavorare bene. Per questo abbiamo scelto di dare un premio maggiore perché, poi, lavorando bene noi possiamo prendere altre commesse e quindi incrementare il lavoro e gli utili che vanno ridistribuiti. Creare posti di lavoro è un valore aggiunto per una impresa, noi abbiamo creato posti fissi, derogato dai contratti standard e pagato di più l'eccellenza lavorativa. Infatti non abbiamo problemi di relazioni interne e se qualcuno obietta che spendiamo soldi, dico che a fine anno con una commessa in più abbiamo già recuperato i soldi spesi per i nostri dipendenti”. Alla Sparco lavorano 500 persone (di cui l'età media è 35 anni e per il 55 per cento donne) e il fatturato viene ottenuto per il 51 per cento sul mercato Europa, il 15 per cento negli USA e solo il 20 per cento in Italia. Le lavorazioni in carbonio, però, sono solo una parte del business di Sparco che produce anche tute per le competizioni di F.1 (hanno appena rinnovato con la McLaren con la quale collaborano dal 1996), ma Sparco produce anche tute per la motonautica e grazie a un accordo con l'ESA, l'agenzia aerospaziale, producono anche tute per i viaggi nello spazio e per spacelab. Il tutto grazie alla collaborazione con i laureandi del politecnico che poi, spesso, vengono assunti con ruoli dirigenziali in azienda. Insomma, in un momento in cui si parla di perdita di posti di lavoro e contratti precari, alla Sparco vanno controcorrente e grazie alla ricerca e allo sviluppo hanno i conti in attivo e assumono a pieno ritmo. "la ricerca in F.1 ci ha portati a creare la tuta superleggera - dice Claudio Pastoris, AD di Sparco - tanto che la McLaren ci ha imposto un programma di riduzione del peso che da 1,2 kg ci ha fatti arrivare a 850 grammi e un'altra riduzione è prevista nel corso dell'anno e questo mantenendo alti gli standard imposti dalla FIA, che prevede la resistenza al fuoco di una tuta per 11 secondi a 850 gradi, le nostre resistono 20 secondi”. Basti dire che la McLaren ha studiato pure la riduzione del peso degli adesivi sulle monoposto, al punto da guadagnare fra tute e abbigliamento del pilota e adesivi sulla vettura, un guadagno di oltre 1 kg. Solo il progetto è costato un milione di euro e questo la dice lunga di cosa si può fare con la sperimentazione in cui l'Italia, una volta tanto, eccelle.

Paolo Ciccarone