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GP Monaco 2015

Quella volta che Villeneuve ci inseguì…

Proseguono i racconti del nostro inviato Paolo Ciccarone sul Gran Premio. Ecco un’altra divertente avventura da Monaco, tra Rolls Royce e piloti arrabbiati…

Quella volta che Villeneuve ci inseguì…

Altro anno, altro Gran Premio. Stavolta la spedizione era stata organizzata per tempo. A bordo della vecchia Fiat 127 rosso mattone ci presentammo nel Principato dopo un viaggio durato quasi sei ore per coprire 350 km. Eravamo in cinque. Parcheggiata la 127 davanti all’Hotel De Paris, fra una Rolls Royce e una Bentley con una Ferrari subito dietro, ci preoccupammo di chiudere a chiave tutti gli sportelli e impedire ai malintenzionati di fregarci qualcosa dalla macchina.

Tra Rolls Royce e Bentley

Gli autisti delle Bentley e Rolls ci guardarono stupiti. Siccome era ora di cena, tirammo fuori i panini e ci avvicinammo alle grandi vetrate dell’hotel, proprio dove c’era il ristorante. Una signora stava sorbendo il suo consommè dalla tazza quando il cucchiaio le rimase a mezza altezza: ci guardò stralunata, parlò col cameriere e in meno di trenta secondi arrivarono due inservienti e un gendarme che ci fecero allontanare a spintoni, non prima di averci fatto togliere la Fiat 127 dalla vetrata principale…

L'ira di Villeneuve

A Fontveille le ruspe avevano spianato un’ampia zona e lì fermammo la macchina. Al buio cercammo di montare la tenda, ma fu impossibile e così decidemmo: due avrebbero dormito in macchina e gli altri tre per terra. Alle prime luci dell’alba fummo svegliati da un rumore di autobus e macchine. I gendarmi cominciarono a fischiare e a far parcheggiare gli autobus: avevamo occupato il suolo riservato ai pullman. Quell’anno vinse la Ferrari di Schecketer mentre Gilles Villeneuve si ritirò ancora per rottura del semiasse. Mentre eravamo seduti sul solito cespuglio, ci fu un trambusto. Due persone correvano inseguite da Villeneuve che era abbastanza infuriato. Guardando meglio sulla stradina, le due persone erano i miei amici. Invece che guardare la corsa erano andati al Museo Oceanografico, uno dei più belli d’Europa, e si erano ritrovati fra le tende dei piloti. Villeneuve si era appena ritirato ed era entrato nel tendone della Ferrari, ma il mio amico voleva una fotografia e spostò la tenda. Villeneuve la richiuse e l'amico la riaprì scatenando la furia di Gilles che si alzò infuriato e li inseguì!

Il pass fotografico

Capii che stare su un cespuglio a guardare le corse non era il mio destino e che avrei dovuto escogitare qualcosa. A furia di far funzionare il cervello, finalmente venne l’idea giusta: farsi accreditare come fotografo. Mi procurai della carta intestata, con tanto di richiesta ufficiale. Il sistema funzionò… e da quel momento, anno 1985, il Gran Premio l’ho visto sempre in prima fila!